CON LE PALLE!

Messo con le spalle al muro, il Cagliari ha saputo reagire alle difficoltà con l'orgoglio che contraddistingue le grandi squadre

pubblicato il 17/02/2019 in Approfondimenti da Antonello Cossu
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Antonello Cossu
foto: sportmediaset.mediaset.it

“E quando penso che sia finita, è proprio allora che comincia la salita”. Così cantava Antonello Venditti nel lontano 2003 e oggi, dopo 16 anni, i suoi versi sono ancora talmente attuali da essere perfetti per descrivere la vittoria a dir poco fondamentale conquistata in rimonta dal Cagliari sul Parma.

La sensazione che si percepiva alla Sardegna Arena alla fine della partita era un po’ quella che proverebbe un medico dopo aver incredibilmente salvato un paziente in arresto cardiaco: un misto di gioia ed orgoglio uniti ad un pizzico di soddisfazione.

Già, perché dopo il gol (l’ennesimo) subito “ingiustamente” da Kucka al primo tiro in porta il Cagliari sembrava morto, spento, pareva che avesse toccato il fondo. E in effetti così è stato, ma solo per puntare i piedi e cominciare a risalire.

Tirata fuori la testa dall'acqua, con la paura alle spalle e l'animo tranquillo, i giocatori sono riusciti a mostrare buone capacità come succedeva ad inizio anno e la doppietta dell’atteso Pavoletti ha completato l’opera, restituendo ai rossoblù un trionfo che mancava di fatto da oltre due mesi.

Non una vittoria qualunque dunque ma la vittoria del cuore, degli attributi, di tutti quelli che nella vita non si arrendono di fronte alle complessità e le combattono fino all’ultima particella del proprio essere. È stata soprattutto la vittoria di chi, durante il periodo più nero della stagione, ha continuato a credere nel Cagliari forse persino oltre il comprensibile.

E' stata, permetteteci il francesismo per una volta, una vittoria con le palle.