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Pesante involuzione per Joao Pedro

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Il goal (inutile) siglato al termine della partita persa tra le mura dell’Olimpico sponda biancoceleste datato 22 dicembre, è l’ultimo squillo a firma Joao Pedro.

La quarta rete in campionato che andò a corroborare un bottino che su un totale di 18 partite disputate, appare striminzito, frutto della condizione del singolo, ma anche e soprattutto diretta conseguenza della sterilità attribuibile all’intera compagine isolana.

Il cambio di vesti attuato in corso d’opera in favore di un ruolo di seconda punta si configurava come la modifica in grado di dare nuova linfa alla crescita di Pedro, risolvendo nel contempo con una terza via, l’annoso dubbio su chi tra Sau e Farias dovesse affiancare il totem Pavoletti. Un’opzione che nel lungo periodo sembra invece aver cessato i propri effetti benefici, complice una situazione generale che vede nel 10 rossoblù un perfetto emblema, incapace di valorizzare delle valide doti intravviste in alcuni frangenti dell’esperienza in rossoblù.

Uno specchio che nella trasferta di Reggio Emilia ha avuto una triste sublimazione, a fronte di un interprete abulico, a tratti svogliato, incapace di dialogare con la punta centrale e di fornire una valida sponda alle giocate dei compagni.

Un deficit pesante che va a sommarsi a quelli non pochi presenti in altre zone del campo e che auspica una pronta inversione di rotta.

Alla soglia delle 27 primavere, Joao Pedro è ancora incastrato in un limbo che non fornisce una risposta attendibile circa il suo reale valore. Solo una serie di prestazioni costanti e convincenti potranno consentire all’attaccante carioca di uscire da tale torpore, innalzandolo ad un ruolo stancamente auspicato, capace di trascinare compagni e tifosi a suon di goal verso acque più tranquille e maggiormente dignitose.

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