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Sau-Farias, al centro del progetto

Entrambi si candidano ad un ruolo di maggior rilievo e efficacia nelle gerarchie di Maran

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La stagione e forse anche il destino di Diego Farias e Marco Sau sembrano seguire un binario invisibile parallelo che parla di frustrazione, occasioni mancate, ma anche di un goal dal sapore di rinascita.

Farias con il Frosinone e Sau con la Roma, hanno si messo a segno una rete fondamentale per le sorti della squadra isolana, ma aspetto ancora più fondamentale, hanno entrambi dimostrato di non aver desistito dall’intento di voler ricoprire un ruolo importante nelle gerarchie del proprio allenatore.

Complice l’avanzamento di Joao Pedro al fianco di Pavoletti, il ruolo di seconda punta sembrava diventato pertinenza esclusiva del numero 10 verdeoro, salvo poi, a seguito del funesto infortunio del trequartista Castro, registrare un nuovo e inaspettato rimescolamento delle carte.

Il triste destino del trequartista argentino, nei più classici rovesci della medaglia, ha offerto un’insperata occasione per il duo formato da Farias e Sau. Una coppia che vede due interpreti simili nelle caratteristiche ed  estremamente vicini nelle imprevedibili dinamiche umorali proprie, ma anche e soprattutto di quei tifosi, mai estremamente teneri ma pronti a riscoprirne virtù e importanza a seguito di due goal tanto attesi.

Una situazione complessiva ideale ed in grado di garantire una base da cui ripartire con fiducia, che dovrà essere sfruttata prontamente e non dissipata.

Un vecchio adagio sostiene come una rondine non faccia primavera, ma è altrettanto vero che tale rondine potrebbe essere l’apripista per un nugolo di attese e invocate compagne.

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