Se Bradaric non fa il Bradaric

Il regista rossoblù in netta difficoltà: ne risente la manovra del Cagliari, sterile e prevedibile

pubblicato il 14/12/2018 in Approfondimenti da Marco Castoni
Condividi su:
Marco Castoni

Assicurarsi con costanza il possesso palla così come impostare con costrutto la manovra, non è semplice se di fronte si ha una squadra come la Roma, in difetto di risultati e punti, che vanta tuttavia una rosa di ben altra caratura.

Affidare tali vitali compiti, ovvero le chiavi del centrocampo ad un interprete poco propositivo, assai timido, incapace di farsi servire dai compagni, rende estremamente difficile il compito della formazione isolana, orfana di un Castro dimostratosi abile nel nascondere tale carenza in svariati match.

L’identikit tracciato porta dritti dritti a Filip Bradarić. Il regista croato, fiore all’occhiello della campagna di rafforzamento cagliaritana, dopo 13 gare con la maglia rossoblù ancora stenta nel prendere in mano la propria squadra dando avvio alle trame rossoblù.

Al cospetto dei capitolini, la stragrande maggioranza delle iniziative offensive degli uomini guidati da Maran, ha avuto origine attraverso la corsia destra sull’asse Faragò-Srna, i piedi di Klavan o per mezzo di un Joao Pedro chiamato ad arretrare il proprio raggio d’azione al fine di dare manforte alla mediana.

L’eterno incompiuto Cigarini alle spalle dell’ex Rijeka, non assicura dal canto suo un complesso di qualità capaci di scalzare dalla formazione titolare lo stesso Bradarić, ipotizzando una lotta assai blanda nel cuore del centrocampo isolano.

Il pareggio agguantato in zona Cesarini, se da un lato attribuisce giustamente una grande dose di autostima ed entusiasmo, dall’altro rischia di nascondere i diversi spunti di riflessione in seno ad una formazione titolare che annovera più di una dinamica degna di chiarimento e miglioramento. In attesa del mercato di riparazione, Maran è chiamato a porre rimedio ad una situazione evidente che tuttavia non va ad inficiare il buon andamento complessivo.

Bradarić è approdato a Cagliari, dopo un Mondiale in maglia croata con le stigmate del giocatore in grado di offrire un grande contributo ad una compagine come il Cagliari, rivolta verso un processo di crescita.

Elevare il proprio rendimento, trascinando attraverso la bontà delle proprie geometrie il collettivo rossoblù diventa un compito difficilmente procrastinabile, in virtù di un normale periodo d’adattamento oramai terminato da tempo.