Cagliari, essere coperti o spregiudicati? Il campo dice che...

La formazione allenata da Massimo Rastelli, nelle ultime tre gare ufficiali, ha mostrato due atteggiamenti diametralmente opposti tra casa e trasferta, che hanno portato dei risultati altalenanti

pubblicato il 09/02/2017 in Approfondimenti da Fabio Loi
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Fabio Loi
2016

Le ultime tre partite ufficiali del Cagliari guidato da Massimo Rastelli hanno evidenziato come la formazione rossoblù si sia presentata con due approcci alla partita diametralmente opposti. Se in casa, la squadra isolana ha mostrato un atteggiamento spregiudicato e votato all’attacco, fuori dalle mura amiche si è avuta un’evoluzione imprevista e del tutto inaspettata da parte dei sardi, con una propensione a coprirsi piuttosto che cercare di rendersi pericolosi nei confronti dell’avversario. Gli incontri contro Milan, Genoa e Bologna ne sono una diretta testimonianza. Quale responso ha dato il campo in tali circostanze?

Il match di San Siro ha sottolineato come la compagine di Rastelli avesse fatto dei buoni progressi. Il roster isolano ha voluto coprirsi con il caro e vecchio “catenaccio all’italiana”, cercando poi di essere pericoloso in fase di ribaltamento di fronte. Tale strategia ha portato esito negativo e i diavoli rossoneri hanno portato a casa i tre punti con il punteggio di una rete a zero.

La sfida contro il Genoa ha visto un Cagliari diverso, letteralmente scatenato, nonostante fosse andato in svantaggio. I rossoblù non solo hanno imposto la “legge del Sant’Elia” ai liguri, ma hanno sfoderato tutto il loro potenziale offensivo, con il trio Farias-Borriello-Joao Pedro in assoluto stato di grazia. Lo spirito battagliero, la grinta e la foga messe in quella partita hanno consentito ai ragazzi di Rastelli di surclassare gli avversari per quattro reti a uno.

Il copione, tuttavia, non si è ripetuto nella sfida che ha visto il Cagliari affrontare il Bologna. Così come nella partita contro il Grifone, i rossoblù sardi sono andati sotto, ma sono riusciti tuttavia a riportare tutto in parità, grazie alla forza del carattere e di Marco Borriello: i meccanismi ben collaudati contro i genoani, tuttavia, si sono visti solo a tratti contro la formazione allenata da Roberto Donadoni.

La mancanza di equilibrio e certezze nell’approccio (tecnico, mentale e tattico) da applicare contro tutte le squadre del massimo campionato (sia in casa che in trasferta) deve far riflettere. Un cambio di marcia in questa direzione, garantirebbe al Cagliari di guardare al futuro con più fiducia e di togliersi anche delle soddisfazioni importanti.