Il Bastione di Saint Remy, il bianco monumento simbolo della città

Dalle antiche congiure alla movida giovanile, dall’infermeria di guerra alla terrazza panoramica

pubblicato il 13/09/2021 in Alla scoperta della Sardegna da Davide Zedda
Condividi su:
Davide Zedda

È uno degli scorci più caratteristici e ammirati di Cagliari, nel cuore del centro storico, quasi in un crocevia che unisce tre dei quartieri storici cagliaritani, tra alcune delle vie dello shopping più frequentate e amate.

Un monumento imponente, di marmo bianchissimo, con ampie scalinate, un grandioso arco di trionfo, grandi vetrate e spaziose passeggiate.

Facile riconoscere in queste indicazione il Bastione di Saint Remy, una delle fortificazioni più imponenti e note del quartiere Castello, che deve il suo nome, come consuetudine all’epoca della sua costruzione al viceré piemontese Filippo Guglielmo Pallavicini, barone di Saint Remy.

Sebbene risulti appartenere al quartiere Castello, il Bastione congiunge i quartieri di Villanova e la parte alta della Marina, regalando dall’alto dei suoi bastioni una vista unica a cagliaritani ed agli immancabili turisti.

Fu costruito sulle rovine degli antichi bastioni spagnoli dello Sperone e della Zecca, costruiti intorno al Cinquecento per fortificare la città; nasce da un’idea di Gaetano Cima ma progettato da Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti, e realizzato secondo i canoni dell’epoca tra il 1896 ed il 1902.

Al bastione si accede dalla piazza Costituzione tramite una ampia e bianca scalinata che si snoda dalla piazza biforcandosi in due rampe laterali che si ricongiungono, a mezza altezza, in un vasto pianerottolo. Da qui è possibile accedere alla Passeggiata coperta, un ampio corridoio colorato chiuso lateralmente da grandi vetrate ad arco.

Dal pianerottolo inoltre partono alte due rampe circolari ai lati che conducono alla vasta Terrazza Umberto I da cui è possibile godere di una vista mozzafiato sulla città e sul suo porto, all’ombra dell’Arco di Trionfo.

Lateralmente, sulla destra, la terrazza ha altre due ulteriori rampe che conducono al Bastione di Santa Caterina, dove sorgeva un antico convento delle monache domenicane, andato distrutto in un incendio nel 1800. Questo convento è legato ad un aneddoto storico cagliaritano poiché, si racconta, da questi ambienti austeri sarebbe nata la congiura per uccidere il Viceré Camarassa nel 1668, probabilmente il più cruento evento di sangue durante il governo spagnolo.

Durante la II Guerra Mondiale, l’ampia scalinata e l’Arco furono distrutti dai bombardamenti dei B-17 americani, mentre la passeggiata coperta venne adibita ad infermeria per i numerosi feriti; una volta terminata la guerra, la struttura venne fedelmente ricostruita.

Attualmente il Bastione è una frequentata meta giovanile e alla moda, con locali all’aperto con musica per trascorrere ore liete da una delle terrazze più belle della città.