Sardegna, la Blue Zone dei centenari testimoni del tempo

pubblicato il 25/09/2020 in Alla scoperta della Sardegna da Valentina Piras
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Valentina Piras

Le Blue Zone, ovvero quei luoghi in cui l’aspettativa di vita lunga e serena è più che reale, attualmente riconosciute sono quattro: l’isola greca di Icaria, l’isola nipponica di Okinawa, la penisola di Nicoya in Costarica ma soprattutto la nostra Sardegna

Basti pensare infatti che la Sardegna parrebbe essere una terra particolarmente fortunata dal punto di vista della longevità poiché, secondo recenti studi, si registrerebbe una media di 22 centenari ogni 100 mila abitanti rispetto alla media mondiale di 6 centenari ogni 100 mila abitanti.

Secondo studi recenti in Sardegna c’è un’elevata probabilità di diventare centenari, specie in Ogliastra dove, su circa dodici mila abitanti, si registra un centenario ogni 250 abitanti; in Sardegna un neonato ha ben 10 volte più probabilità di diventare centenario rispetto ai neonati di tutto il resto del mondo.

Meraviglioso, ma cosa rende questa terra così straordinaria da donare lunga vita ai suoi abitanti? Quali elementi, se ci sono fattori comuni, possono essere determinanti o principali in un caso di longevità? Esiste una formula, un elisir, un segreto di lunga vita?

Come facile immaginare, numerosi studiosi da tutto il mondo stanno lavorando per conoscere meglio i centenari, in Sardegna come in qualunque altra zona del pianeta, per cercare di individuare eventuali tratti comuni, mappare il DNA, conoscere le abitudini alimentari e gli stili di vita e tanto altro poiché tutto potrebbe essere importante.

Venendo alla terra di Sardegna e i suoi meravigliosi testimoni centenari gli esempi non mancano: Seulo, comune di meno di mille abitanti nel cuore della Barbagia, ha registrato ben 20 centenari tra il 1996 ed il 2005, o Villagrande Strisaili che, con circa 3000 abitanti ha registrato ben 42 centenari ed il primato mondiale di longevità maschile.

A Villagrande inoltre si registra una proporzione bizzarra: i centenari battono di 5 volte le nascite in un record praticamente unico al mondo. E se non dimentichiamo gli ultraottantenni e novantenni… bè allora il record diventa davvero invidiabile!

La qualità della vita in questi centri, come in tantissimi altri centri dell’isola, si può definire alta sulla base di specifici indicatori quali la qualità del cibo, dell’acqua, dell’aria accompagnati dallo stile di vita “sano” che somma, a quanto presente già in natura, l’attività fisica sempre presente, ed una costante posizione all’interno della società stessa. È infatti innegabile che i nostri centenari siano una risorsa importante per le rispettive comunità, sono un patrimonio di saggezza, ricordi, autorità di cui le stesse cittadinanze non vogliono privarsi.

A parere di numerosi studiosi, quest’ultimo aspetto risulta particolarmente determinante nella consapevolezza di sé e del proprio ruolo da parte dei centenari stessi i quali si sentono costantemente parte attiva della comunità e non relegati al ruolo di anziani pesanti da accudire e gestire.

Un ribaltamento di ruolo quello che avviene in Sardegna, che non dimentica l’immenso valore e il patrimonio umano e immateriale della saggezza e della bellezza di ogni suo abitante, fragile in apparenza ma che ha ancora tanto da dare.

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