Trekking in Sardegna, ovvero i percorsi naturalistici alla scoperta dell’isola

Lungo strade dure e selvaggie alla ricerca dei veri tesori del territorio sardo, tra canyon, gole e scenari mozzafiato

pubblicato il 21/08/2020 in Alla scoperta della Sardegna da Valentina Piras
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Valentina Piras

Pensare alla Sardegna fa subito venire in mente mare cristallino e coste sabbiose e dorate dove, nell’immaginario collettivo, potersi crogiolare al sole.

La battuta immediatamente successiva però è per l’entroterra con i suoi borghi e paesi, le tradizioni, l’enogastronomia, gli abiti tradizionali, le montagne.

Se, per molti aspetti, le coste fanno innamorare, bisogna ammettere che l’entroterra e la sua natura conquistano definitivamente cuore, occhi e mente di chi decide di scoprire questa terra millenaria.

E i modi di scoprire l’isola sono tanti e tutti validi, dal turismo più lento e opulento a tutte le nuove forme di conoscenza dei territori più veri e rustici, quasi meno turistici, alla scoperta di percorsi da battere a piedi, a cavallo o in mountain bike, prevalentemente su sentieri agresti o montani o su mulattiere.

Il trekking è infatti una forma di turismo moderno ed allo stesso tempo antico, che consente di percorrere gli antichi sentieri alla scoperta della Sardegna più antica e selvaggia, su sentieri battuti dal vento e dai pastori, dagli uomini e donne che conoscono palmo a palmo questo piccolo angolo di paradiso in mezzo al Mediterraneo.

Sempre più persone decidono di scoprire la Sardegna più ruvida e difficile come un tesoro da conquistare, con fatica e sudore, fino alla conquista dell’ambito premio: il godere, spesso in solitudine, di scenari unici e irrepetibili del Gennargentu, del Supramonte, dei Tacchi d’Ogliastra o della Barbagia.

Percorsi isolati, lontani dalla frenesia e dai rumori del mondo, accompagnati dai profumi del lentischio, del ginepro e tutta la macchia mediterranea, dal belato delle pecore e dai loro campanacci, dal cielo pulito e odoroso.

Camminare alla scoperta di falesie e canyon, o alla scoperta rispettosa di grotte e anfratti, o alla ricerca del refrigerio delle cascate, lungo percorsi tra i più belli e affascinanti del mondo, con un’ampia varietà di sentieri dai più semplici e abbordabili per principianti, a quelli più impegnativi per esperti accompagnati da guide locali.

Un’escursione che certamente, fra le tante merita un momento di attenzione, è quella verso Punta la Marmora che, attraversando il Gennargentu, permette di ammirare il panorama della costa orientale e, per i più fortunati, avvistare mufloni e aquile reali.

In Ogliastra invece, partendo dai resti del villaggio nuragico di Ruinas, nel territorio di Arzana, con un percorso di quattro ore di cammino è possibile giungere alle punte Florisa, La Marmora, e alla “Croce” da sempre meta ambita di tanti escursionisti.

Scenari mozzafiato sui Tacchi d’Ogliastra, come ad esempio a Is Tostoinus e la località delle Montagne della Luna, in un percorso tra lecci, pareti verticali, domus de Janas e nuraghi, fino ai cuiles, gli antichi ricoveri per i pastori; come non citare poi Taccu Isara, nel territorio di Seui che rispecchia le sue vertiginose pareti di quasi cento metri sulle sottostanti case di Ulassai.

E se parliamo di “Selvaggio Blu” poi … probabilmente il trekking più famoso e amato di Sardegna, ma tra i più impegnativi d’Europa, con i suoi sette giorni di percorso tra arrampicata e strade ferrate, senza punti di ristoro e pause, per il quale occorre munirsi di tutto l’occorrente, dal cibo al necessario per accamparsi. A chi pensa sia tremendo occorre rispondere che in cambio si avrà tutta la natura incontaminata e le calette dal blu cobalto intenso e profondo quanto i nostri occhi potranno saziarsene, profumi e aromi unici, silenzio e pace quanto il nostro cuore e animo siano disposti ad accettarne.

Sulle stesse zone del Selvaggio Blu ma nell’entroterra è invece il trekking della Traversata del Golfo di Orosei caratterizzato da un percorso più agevole e abbordabile seppur sempre impegnativo nei suoi cinque giorni di cammino.

In quattro giorni invece si articola la Grande Traversata del Supramonte passando dalla gola di Gorropu, uno dei canyon più profondi d’Europa, alla valle di Oddoene, nel territorio di Dorgali.

Tanti percorsi diversi, più o meno difficoltosi da affrontare, ma accomunati da un unico fattore: la scoperta di un territorio selvaggio ma onesto e puro, unico e indimenticabile: la Sardegna.