10/04/2014, 10:19 | Di Marco Castoni | Categoria: Approfondimenti

Silvestrone scatena l’entusiasmo dei tifosi rossoblù speriamo non le ilarità

In attesa del 2017

Gli ultimi giorni per i tifosi del Cagliari sono stati gravidi di novità sia sul fronte stadio che su quello societario. La cordata americana sembra aver vinto lo sprint internazionale che consentirà di sedere al tavolo delle trattative presieduto dal presidente Cellino; mentre dal 2015 inizieranno i lavori, foraggiati dai dollari statunitensi, di durata biennale al fine di realizzare uno degli impianti più all’avanguardia ed avveniristici d’Europa.

La maggior parte dei tifosi è al settimo cielo convinta che in un colpo solo si possa risolvere la grana stadio e liberarsi di un presidente che oramai ha a cuore le sorti di un’altra società. Tuttavia non mancano gli scettici, che in versione San Tommaso affermano che finché non vedranno tutto ciò realizzato non crederanno e si limiteranno ad osservare in maniera asettica l’evolversi della situazione.

Gli interrogativi si fanno più concreti e attuali quando riguardano la struttura e la città dove il Cagliari sarà costretto a giocare nei prossimi campionati, data per scontata l’inagibilità del Sant’Elia.

I più esperti e navigati tifosi ed addetti ai lavori invece sperano che Silvestrone non sia uno dei tanti affaristi che cerca di piazzare società calcistiche italiane a famigerati investitori milionari provenienti da ogni angolo della terra. Molti tifosi in giro per l’Italia si sono scottati pesantemente nel corso degli anni, basti citare Soros e l’indimenticabile Chinaglia tra le due sponde del Tevere passando per lo sceicco giordano al Qaddumi.

Bari scoppiava di gioia per l’arrivo in città di Tim Barton, non il noto regista Tim Burton, ma un quasi omonimo magnate texano che si presentò con una proposta di 25 milioni e una promessa di altri 50 da investire sul mercato. Quando per Tim Barton però arriva il momento di fare vedere le carte si scopre ignobilmente il bluff del texano dai capelli rossi.

Poi ci sono i grandi misteri della via Emilia. A Bologna nel giro di due anni, dopo aver provato con il sardo Porcedda si presentano prima l’avvocato americano Tacopina e poi il petroliere albanese Taci. Joe Tacopina, è colui che qualche anno prima aveva curato anche il presunto interessamento del potentissimo George Soros per l’acquisto della Roma. La vicenda finisce in tribunale a colpi di carte bollate e Tacopina torna a New York. L’anno dopo è la volta del petroliere albanese Rezart Taci, con interessi anche nel Milan, che arriva a parlare quasi da presidente del Bologna prima di sparire dopo aver visto, lui dice, i libri contabili del club.

Qualche anno prima invece, l’iberico Lorenzo Sanz, storico presidente del Real Madrid, sembra pronto a tutto pur di comprare il Parma reduce dal crack Parmalat. Si presenta allo stadio, mostra a tutti la sua collezione di opere d’arte, versa una caparra da 7,5 milioni e pressa per l’immediata  conclusione della trattativa. Finisce che perde tutti i soldi della caparra prima di essere arrestato, pochi anni dopo, per traffico internazionale di opere d’arte.

Con l’arrivo di Thoir e degli americani a Roma, pare che il trend sia stato invertito e che il nostro calcio insieme alla possibilità di realizzare nuovi impianti sia diventato appetibile.

I tifosi del Cagliari che oramai soffrono da decenni, non hanno fatto mancare sostegno ed attaccamento ad una squadra e una terra che strega giocatori e addetti ai lavori che arrivano da realtà diverse da quella isolana. Per informazioni chiedere ai vari Riva, Nenè, Suazo, Lopez, Conti e via dicendo.

Con il Cagliari e Cagliari non si deve e non si dovrà scherzare, soprattutto negli anni che porteranno la squadra rossoblù a festeggiare nel 2020 i primi cento anni di storia.

Marco Castoni

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