Cagliari, è una sosta benedetta!

Le due settimane di lavoro possono giocare dalla parte dei rossoblù

pubblicato il 26/03/2021 in Sotto la lente da Mario Siddi
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Mario Siddi
2021

Mai come prima di una finale, avere il tempo egli uomini a disposizione è una fortuna.

Soprattutto se le finali sono 10, la classifica fa tremare i polsi, e i rossoblu si vanno a giocare la salvezza senza più poter guardare in faccia davvero a nessuno, o permettersi di continuare a sbagliare.

Poi c'é l'aspetto del benessere mentale (altro sconosciuto in casa Cagliari durante questa stagione) e di come Leonardo Semplici debba curarlo al meglio per imbastire una squadra che sappia prendersi quello che vuole (i punti) e nel più breve tempo possibile.

La sosta di campionato arriva così provvidenziale, e bisogna trarne tutti i vantaggi possibili.

Quindici giorni per potersi dedicare anima e corpo sia al lavoro di campo, che a quello psicologico. Dove crearsi gli strumenti validi per cercare di macinare punti, è l'unica strategia possibile.

Due settimane di lavoro lontani dai riflettori infatti, che se ben interpretate, potrebbero dare ai giocatori, staff tecnico e dirigenza, la giusta compattezza che serve per risollevarsi dall'abisso e salvarsi.

Si tratta di approfittare della pausa per meditare su cosa si è fatto fin ora e, entro limiti tecnico tattici di tutta la rosa, calibrare le correzioni per scendere in campo in maniera decisa e strappare risultati coi denti. Alternative non ne sono rimaste.

“Dimostrare di essere uomini”, così ha dichiarato Pavoletti nel post gara con lo Spezia.

Se per formare veri uomini, due settimane non bastano di certo, forse per “costruire” una mentalità per restare in serie A son sufficienti.

Tutto sta nella lucidità di Semplici, nella disponibilità dei calciatori e nella voglia di dimostrare a tutti che annate storte ci possono stare, ma, da uomini di spessore, si riesce anche a correggerle.

A patto che tutti si remi insieme in “direzione ostinata e contraria”, direbbe De André.

E allora testa e gambe ad Assemini, per pensare al Verona. Se trovare il piglio giusto per battere gli scaligeri, resta la priorità assoluta, anche curarsi le ferite dopo la gara con lo Spezia, e riflettere a lungo sulla debacle, è un lusso che non va sprecato.

Alla ripresa, sarà bagarre fino alla fine con zero possibilità di modifiche tattiche, come durante questa sosta. La si sfrutti dunque, nel migliore dei modi.