Cagliari, sai come vincere una finale?

Contro il Torino ci si gioca la Serie A: testa e gambe devono dare la giusta risposta

pubblicato il 16/02/2021 in Sotto la lente da Mario Siddi
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Mario Siddi
2020

Di analisi, chiacchiere, mea culpa e riflessioni, se ne sono viste e sentite tante, ma ora, con appena 15 punti in classifica, una stagione ed una faccia da salvare, è tempo di guardare la realtà nella crudezza dei suoi numeri e continuare seriamente a preoccuparsi per il terzultimo posto al 22 esimo turno.

Venerdì sera infatti, alla Sardegna Arena sbarca il Torino, altra nobile decaduta, per quella che senza dubbio alcuno rappresenta per entrambe “la partita della vita” da non poter sbagliare. I granata infatti superano di appena due punti i sardi.

Un risultato diverso da una vittoria, sarebbe infatti per i rossoblu, il probabile e definitivo ko dal quale difficilmente ci si rialza, soprattutto mentalmente.

Partite del genere, iniziano molto prima del giorno della gara. Si preparano, le si immagina, le si incomincia a vivere già in settimana al centro sportivo tra compagni e intero staff tecnico. Ci si stringe compatti cercando motivazioni, intenti e valori comuni.

L'auspicio, è che il Cagliari riesca a farlo, scacciando fantasmi e paure dallo spogliatoio e focalizzandosi sugli errori commessi contro l'Atalanta, per riuscire a evitarli contro il Toro.

Come ad esempio il gol subito domenica scorsa. Muriel che da solo in mezzo a tre rossoblu, ha trafitto Cragno al '91,  è un errore imperdonabile. La gara, che ormai era agli sgoccioli, poteva portare in dote quel punticino che fa la differenza e contro un avversario di livello.

Invece, come spesso accade, tutto buttato al vento per le solite ingenuità. Prima delle quali, la mancata lettura del momento. Contro i bergamaschi, ormai era un pareggio. E buttare alle ortiche punti del genere si paga davvero caro, come il Cagliari sta sperimentando ormai già da tre mesi sulla propria pelle.

Errori di posizione, di attitudine alla prontezza di riflessi, allo scatto sul breve. Ma più di tutti, viene quel deficit di fame agonistica che gli isolani proprio non riescono a buttare sul campo, nonostante le uscite con Lazio e Atalanta non siano del tutto da mandare al macero.

Errori dunque da non compiere contro il Torino, ma da ricalibrare in funzione di una maledetta vittoria. Trascurando, se fosse necessario, anche il bel gioco che (francamente) in questo momento lascia il tempo che trova, e di cui alla fine non si ricorderà nessuno, se arrivasse una salvezza.

Meglio iniziare bene da subito quindi, guardinghi in difesa e pronti a pungere in attacco. Il resto, dato il valore tecnico dei singoli che nel Cagliari non manca, verrà da se. Come anche entusiasmo e consapevolezza dei propri mezzi, ma a patto che si vinca.

Il resto, senza i tre punti, sono parole al vento di un campionato che sarà una “Via Crucis” dal dopo Toro fino alla sua fine, dove tanti tifosi vorranno staccare la spina ad una stagione infelice. Avere chiaro questo e dirselo a febbraio, forse aiuta ad essere consapevoli.

Meglio far capire ai giocatori che tipo di posta in palio ci si gioca, dunque.

Contro i granata, sarà lo snodo fondamentale per il futuro prossimo del Cagliari. Nel bene o nel male, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere.