Cagliari, quanto pesano le assenze per Covid

Out Godin, Lykogiannis (per infortunio), Nandez, Pereiro e Simeone: i rossoblu si scoprono fragili

pubblicato il 01/12/2020 in Sotto la lente da Mario Siddi
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Mario Siddi
2020

Esser stati inchiodati al pareggio al '94 in casa, contro una matricola della serie A e dopo due occasionissime per chiudere la partita, non ha bisogno né di sconti, né di politicamente corretto.

Sulla carta e sul campo restano due punti persi che non torneranno mai più. Che si vincano, si perdano, o si pareggino le prossime gare.

Contro lo Spezia è andata in scena la classica occasione mancata che al girone di ritorno puntualmente peserà nella classifica di un Cagliari da troppe stagioni sciupone e che soffre i minuti di recupero per “attacchi di panico”.

Detto questo, a prescindere dagli interpreti scelti da Di Francesco e dalla strigliata collettiva che probabilmente avrà fatto ai suoi nel post gara, sicuramente la partita è stata condizionata da assenze pesantissime che, a freddo, rimandano il pensiero ad un giudizio di squadra diverso, se non ci fossero state.

Dei 4 assenti per Covid, più l'indisponibilità di Lykogiannis per un infortunio al polpaccio, è mancato tutto. Veramente tutto.

L'esperienza di Godin in difesa e la spinta del greco sul settore sinistro, la garra di Nandez per un centrocampo (mai come ora) Nahitandipendente, l'apporto di un Pereiro in crescita come nelle ultime uscite e, manco a dirlo, un attacco privo del miglior Simeone fino ad ora mai visto a Cagliari.

Certamente, col senno del poi non cresce la classifica, né si smorza l'amaro in bocca, ma per spezzare una lancia a favore di una rosa falcidiata di assenze, probabilmente con una squadra al completo il risultato sarebbe stato diverso.

Ciò non toglie, considerando l'elevato spessore tecnico dei 5 assenti e le differenze tattiche ciò ha comportato, che contro lo Spezia si poteva portare a casa la vittoria, e magari mostrare un Cagliari più maturo e non troppo dipendente dai suoi uomini chiave.

Invece contro i liguri si è misurato lo “stato avanzamento lavori” di una squadra ancora cantiere aperto e con alcuni “capimastri” per ora insostituibili. Dove le assenze pesano come un macigno e si spera (protocolli anti Covid permettendo) possano tornare al più presto.

Perché al prossimo turno si vola al Bentegodi di Verona (domenica ore 12:30) e servirà molto più di un compitino indolore versione trasferta.

Servirà una squadra dove le eventuali assenze non diventino né la premessa di un insuccesso, ne le basi di una disfatta. A limite, uno stimolo per chi scende in campo a tenere alto il livello del Cagliari e magari, perché no, far rimpiangere il meno possibile gli assenti.

Il tutto, e si torna alla gara con lo Spezia, tenendo conto che basta una mezza distrazione per mandare all’aria un intera settimana di sudore ad Asseminello. e ritrovarsi il lunedì con un magone incredibile da dover digerire.

Forse, tra assenze importanti e giovani di prospettiva, è il caso di usare più attenzione ai dettagli in certi momenti della gara.

Oltre ai punti, e mister Eusebio lo sa, certi risultati sfumati all’ultimo secondo fanno male oltre che alla testa (soprattutto) al cuore. E forse è giunta l’ora di cambiare atteggiamento, almeno quando vincere sulla carta risulta un obbligo “morale” da rispettare. E contro lo Spezia, probabilmente lo era.