Cagliari, tutto rinviato a dopo la sosta

L'importanza della pausa di campionato come strategia per trovare compattezza ora che il mercato si è chiuso

pubblicato il 09/10/2020 in Sotto la lente da Mario Siddi
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Mario Siddi
2020

Mai come in questo momento forse, dopo un solo punto in tre gare, il mercato appena chiuso e una squadra ancora cantiere aperto, la sosta può davvero aiutare sia il mister che i calciatori.

Il Cagliari ci arriva dopo il pareggio di Sassuolo e le due pesanti sconfitte contro Lazio e Atalanta dove, seppur con tutte le attenuanti del caso e numeri alla mano, quelli che maggiormente si son visti, sono ancora i limiti piuttosto che i pregi, di una rosa in cerca d'identità.

La stessa che, sfruttando la pausa ora che il mercato si è chiuso, Di Francesco deve tentare di far venir fuori dal gruppo e sintetizzare in chiave tattica per ricominciare. Alla ripresa contro il Torino servirà convincere chi guarda che il Cagliari c'è, e può dire la sua in questa sere A.

Ogni rivoluzione in panchina ha bisogno di tempo, pazienza, lavoro e sinergia tra tecnico e calciatori, e la sosta offre proprio questa grande occasione, sicuramente da sfruttare, alla luce anche dei nuovi arrivi e del loro inserimento in gruppo.

I temi tecnico-tattici su cui focalizzarsi di certo non mancano e ogni reparto avrà il suo bel lavoro da fare per imbastire un assetto di gioco che risulti il più vantaggioso possibile in termini di rendimento in ogni zona del campo.

Soddisfatti o meno della campagna acquisti/cessioni, i bilanci si faranno più avanti. E se da una parte il mancato ritorno di Nainggolan ha fatto tanto rumore tra i tifosi, dall'altra è vero anche che gli arrivi di Diego Godin, Ounas, Marin, Sottil e Zappa (per citarne alcuni) sono dei nomi di tutto rispetto, se sommati ai vari Rog, Nandez, Pedro e Simeone che sono rimasti (sempre per citarne alcuni).

La strategia migliore al momento è dunque focalizzarsi ad Asseminello, chiudere i cancelli, lasciare lontane le pressioni e costruire su queste basi il Cagliari del dopo sosta. Inutile fare la conta dei vari “poteva essere, sarebbe potuto, avrebbe fatto comodo”. Solo il tempo dirà se la società avrà torto o ragione nelle scelte fatte, ma per ora il presente è troppo totalizzante.

Il calcio giocato infatti bussa alla porta tra 12 giorni, e scrollarsi di dosso l'apatia di un inizio che più anonimo non si poteva è la priorità assoluta. “Chi ha tempo, non aspetti tempo”. Ci si cali nella realtà del del Cagliari, di cosa chiede a questa stagione e lo si dimostri sul campo con i mezzi messi a disposizione.

Se per ora le dovute attenuanti hanno “retto l'urto” di risultati non certo esaltanti, non è detto infatti che lo stesso lusso possa succedere in futuro. Quindi è meglio al più presto correggere il tiro e dimostrare un deciso cambio di rotta già a partire appunto, dalla gara di Torino contro i Granata.

Attenzione quindi. Calendario e punti non concedono rilassamenti.

Troppo spesso nel calcio attenuanti e pazienza, se abusati ad oltranza, lasciano spazio all'insofferenza tipica di chi, da tifoso, è tanto garante in “luna di miele”quanto ciecamente critico “nelle ore più buie” non concedendo più neanche il minimo errore.

Elemento questo, certamente da scongiurare ad oltranza.