Un giocatore che ha scritto grandi pagine di storia del calcio italiano e che ne è diventato una parte iconica, se così vogliamo dire, anche grazie alle numerose pagine sui social network che tendono, con un po’ di nostalgia, a ripercorrere le gesta dei campioni della serie A nel corso degli anni Ottanta e Novanta.
Luis Oliveira, meglio conosciuto da tutti con il nome di Lulù, è stato indubbiamente uno di quelli che ha fatto più impazzire le difese di mezza Serie A, in modo particolare nel momento in cui ha vestito la maglia del Cagliari.
Serie A, un nuovo portale per comparare le quote
I bomber, ormai, in serie A, quelli veri, che riescono ad andare non solo in doppia cifra, ma arrivare a un bottino di 15-20 gol a stagione, sono ben pochi. Gli appassionati di scommesse lo sanno perfettamente e sono abituati a mettere a confronto le varie quote che vengono proposte da parte dei principali bookmakers.
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Una carriera cominciata giovanissimo in Belgio
L’arrivo in Belgio coincide con l’anno 1985. Lulù arriva in quei luoghi da una famiglia estremamente povera e per sopravvivere si è dovuto sempre arrangiare, mettendosi a fare anche altri lavori pur di diventare calciatore e riuscire ad avere qualcosa da mettere ogni giorno sotto i denti.
Approda all’Anderlecht, ma in testa ha sempre un chiodo fisso, ovvero quello di dare il più possibile una mano alla propria famiglia. L’arrivo in prima squadra, il matrimonio con la sua fidanzata belga e l’ottenimento della cittadinanza furono una sequenza concentrata nel giro di pochissimo tempo, e poi ci fu finalmente l’approdo in Serie A, al Cagliari.
Cagliari e il rapporto con Mazzone
Quando i suoi procuratori gli parlarono per la prima volta dell’interesse del Cagliari, Lulù Oliveira rispose che non conosceva minimamente dove fosse quella città . Eppure, appena arrivato, la sensazione che subito pervase il suo animo fu quella di grande gioia e un clima fantastico, dandogli l’impressione di stare in Brasile, tra il mare e le meravigliose spiagge sarde.
Il rapporto con Enzo Francescoli, uno dei pochi a parlare francese, fu fondamentale per il suo inserimento nella squadra cagliaritana, almeno fino a quando Lulù non ha cominciato a masticare in maniera importante e autosufficiente la lingua italiana.
Lo sbarco in un nuovo campionato, come si può facilmente intuire, non è sempre facile. Inizialmente, infatti, Oliveira si accomoda spesso e volentieri in panchina, con Mazzone che era solito lanciarlo nella mischia solamente negli ultimi secondi, venendo ripagato spesso e volentieri con tanti gol. E, da quel momento, Oliveira divenne un titolare inamovibile e Mazzone capii di non poter più fare a meno di lui.
Un allenatore vecchio stampo, che ha avuto più di una volta da ridire sull’abbigliamento dell’ex attaccante del Cagliari. Oliveira, invece, con il suo modo folkloristico anche nell’agghindarsi fuori dal campo faceva fatica e, probabilmente, non è un caso che il suo match peggiore sia capitato proprio quando non ha indossato il suo consueto orecchino. In ogni caso, complessivamente il rapporto con mister Mazzone è stato molto bello: in allenamento è chiaro che era una persona che pretendeva tantissimo, ma fuori dal campo si è dimostrato, come al solito, un uomo sveglio, gentile e in grado di scherzare senza problemi.

