Joao Pedro trovato positivo all'idroclorotiazide: ecco perché i diuretici sono considerati sostanze dopanti

Il giocatore, al quale è stata appena comunicata la notizia della positività, è stato sospeso dal tribunale nazionale antidoping di Nado Italia

pubblicato il 09/03/2018 in News da fonte: chimicamo.org
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fonte: chimicamo.org
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Il doping consiste nell’uso di una o più sostanze atte a migliorare le prestazioni di un atleta il cui utilizzo è vietato, pena la squalifica, sia perché costituisce un’infrazione all’etica sportiva, sia perché può provocare danni gravissimi alla salute e, nei casi estremi alla morte.

Sebbene pare che sostanze dopanti siano state usate già nei tempi dell’antica Grecia è solo dal 1960 che furono studiate metodologie atte a scongiurare l’uso di sostanze dopanti e nel 1989 è stata creata l’agenzia internazionale WADA (World Anti-Doping Agency) per coordinare la lotta contro il doping nello sport.
Il compito della WADA è molto arduo per l’uso di sostanze sempre più sofisticate e per l’utilizzo di sostanze mascheranti infatti l’elenco delle sostanze vietate viene costantemente aggiornato.

Tra le varie specie classificate come doping e quindi vietate vi sono i diuretici. Questi ultimi sono farmaci utilizzati per stimolare la secrezione di acqua ed elettroliti, in particolare lo ione Na+, dai reni aumentando la produzione e conseguente escrezione di urina per scopi terapeutici nel caso di patologie tra cui l’ipertensione, insufficienza cardiaca, ritenzione  idrica, insufficienza renale.

I diuretici sono stati vietati agli sportivi nel 1988, in quanto possono essere utilizzati dagli atleti per due scopi principali. In primo luogo, la loro capacità di rimuovere l’acqua dal corpo può causare una rapida perdita di peso che può essere necessaria per rientrare in una categoria di peso negli eventi sportivi. In secondo luogo, essi possono essere utilizzati per mascherare la somministrazione di altri agenti dopanti riducendone la concentrazione nell’urina a causa dell’aumento di volume.

Nonostante il divieto nel 2008 i diuretici sono stati rilevati nel 7.9% dei casi di positività a sostanze proibite e negli ultimi anni il trend è andato aumentando sia a causa di un aumento degli abusi sia per le tecniche analitiche adoperate.

Esistono molte famiglie farmacologiche di diuretici che vengono classificati sulla base del loro meccanismo d’azione ma quello maggiormente rinvenuto nei casi di positività è l’idroclorotiazide.