Carli: "Lopez l'allenatore giusto per la salvezza: società con le idee chiare"

Il Ds rossoblù è un fiume in piena: "Mai contattato nessun altro: ho scelto io, il mister tiri fuori tutto ciò che ha: normale avere tutti contro"

pubblicato il 02/05/2018 in Live da Marco Castoni (inviato)
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Marco Castoni (inviato)

Il momento del Cagliari è assai delicato. Due punti di vantaggio sulla zona retrocessione e un ambiente in piena tempesta visto le ultime 3 complicate partite contro Roma, Fiorentina e Atalanta.

Il traguardo della salvezza non è stato ancora raggiunto. Il campionato è arrivato al rush finale e la paura nel rievocare fantasmi di un passato scomodo è davvero tanta e all’ordine del giorno.

La società prova a cambiare rotta e a invertire un trend negativo. Confermato Lopez in panchina, la società fa sentire la sua voce attraverso il Direttore Sportivo, Marcello Carli.

Il nuovo responsabile della Gestione Sportiva del Cagliari incontrerà in conferenza stampa le varie testate (carta stampata e web) a partire dalle ore 10.00 al Centro Sportivo di Asseminello.

Grande curiosità per capire quali saranno i temi al centro di questo incontro. Ci saranno smentite su eventuali contatti con altri tecnici? Oppure si prenderanno provvedimenti come il ritiro forzato?

Amici sportivi, buongiorno da Marco Castoni. Alle 10:00 l'inizio della conferenza stampa del diesse del Cagliari. Restate con noi.

Tanta la curiosità per quelle che saranno le parole di Carli, il primo diridente del Cagliari a rompere il silenzio in questo tormentato e drammatico momento per la squadra e per tutti i tifosi. Il Cagliari è davvero a pochi passi dalla B.

Una conferenza stampa, quella del diesse rossoblù, convocata nel pomeriggio di ieri pur sempre oggetto, per cui sarà a sorpresa, almeno per i temi.

E per le parole che pronuncerà Carli c'è grande attesa anche da parte dei tifosi. Sempre più spazientiti, rassegnati e impauriti per una possibile nuova retrocessione da evitare ad ogni costo. 

Attendiamo qualche minuto.

Amici sportivi, nuovamente buongiorno da Marco Castoni. Siamo in sala stampa in attesa di Marcello Carli. Tra poco si inizia.

Si aprono i cancelli di Asseminello, si entra. Tra 5 minuti si apriranno le porte della sala stampa, l'inizio della conferenza stampa si avvicina.

Ci siamo, manca pochissimo.

Sala stampa gremita, c'è davvero grande attesa. Tra poco si inizia. 

Ecco Carli, si comincia, ecco le sue dichiarazioni:

"Ci dispiace avervi disturbato, ci vuole chiarezza però perché sono uscite voci non vere e nella vita premia la verità. Ci metto la faccia per dire in modo serio quale è il momento del Cagliari.

Il Cagliari dopo la partita con la Samp ci ha lasciato scioccati a seguito della prestazione. Abbiamo valutato tante opzioni nel dopo partita, ma con il presidente abbiamo deciso di prenderci le nostre responsabilità e giocare queste tre partite. Abbiamo deciso che il mister era la persona adatta per salvarci. È la nostra linea che può anche essere criticata. Nessuno deve scappare, ci mettiamo la faccia.

Gli appelli ai tifosi non vanno fatti perché loro sono sempre lì che ci aspettano. Ai tifosi dopo Genova va chiesto solo scusa, dobbiamo metterci la faccia e non serve mettere un'altra faccia per accontentare chi sa chi. Siamo noi che dobbiamo emozionare la gente, la gente ha la voglia e la necessità di essere lì.

Secondo me la prestazione di Genova è stata troppo deludente e ci ha messo in una situazione in cui non pensavamo di trovarci. Quando sono arrivato ho trovato una squadra a pezzi che con l'Udinese ha fatto un risultato importante, mentre a Milano eravamo in condizioni difficile e con il Bologna potevamo anche vincere. 

Quando si tocca il fondo o ci si rialza o si affonda, ma son sicuro che abbiamo le caratteristiche per salvarci. Siamo noi che dobbiamo portare in porto la nave.

Lunedì ci son passate in testa tante soluzioni, non abbiamo chiamato nessun allenatore e nessuno può dire il contrario. Io non voglio creare confusione, magari abbiamo preso una decisione sbagliata, ma dobbiamo prenderci e devo prendermi le mie responsabilità. È una scelta che ho fatto io, il mister deve tirar fuori tutto quello che ha. Noi, non dico loro, noi dobbiamo tirarci fuori.

La squadra ha dimostrato di esser fragile, siamo indicati come la squadra che deve retrocedere, ma dobbiamo far si che non accada.

In questa annata incidono tanti fattori, ma non voglio parlarne perché non sono qui per giustificarmi. La società tra entrate e uscite ha investito dieci milioni.

Uno dei motivi che mi ha spinto a venire a Cagliari è rappresentato dal fatto che ho recepito una società che vuole investire e crescere, ma adesso contano solo queste tre partite. Dobbiamo riconquistarle ma non pretendere l'affetto.

Son tre giorni che non dormo, i problemi in seno alla squadra son psicologici e non tecnici perché domenica ho visto errori troppo grossi per essere tecnici. Ci vogliono ragazzi che contro la Roma abbiano la voglia all'insegna della follia di fare qualcosa di straordinario.

Quello che succede dentro lo spogliatoio non ve lo dico certo a voi. Io a i miei ragazzi li difenderò sempre. Questo è un gruppo che sotto l'aspetto morale è splendido. Aspetto importante ma non basta.

Se contro la Roma non giocano Cigarini e Castan, giocheranno altri due elementi validi. Non vedo problemi.

Quando sono andato via da Genova son tornato con la squadra a Cagliari, poi il giorno dopo son tornato a Milano dal presidente. Ho avvisato Lopez che non sapevo cosa sarebbe successo. Dopo l'incontro con Giulini ho richiamato Lopez e ho percepito in lui una grande forza e determinazione. Non pretendiamo che come scelta piaccia, ma è stata una dinamica leale. Io nella mia confusione ho molta chiarezza, ma la confusione nella società non esiste. Ci sono altri sentimenti, ma non confusione.

Il presidente è stato partecipe tutta la settimana. È deluso e arrabbiato, è l'anno in cui sta soffrendo di più, ma non sono qui per difendere Giulini, lui è intelligente e sveglio e si difende da solo.

Capisco che qui son tutti incavolati, ma io penso che questa società ha un futuro importante, da questa annata si può ripartire alla grande e far aprire gli occhi.

Ai ragazzi ho detto che la squadra sta dando sensazioni di esser senza anima, se vogliono riconquistare i tifosi e la salvezza. Noi dobbiamo uscire da questa situazione attraverso l'orgoglio, giocando già con la Roma cercando di rompere le scatole ai giallorossi per novanta minuti. È normale che abbiamo tutti contro, dobbiamo metterci la faccia e non dobbiamo scappare dalla realtà. Son stati fatti degli errori, ma non c'è confusione e dobbiamo pensare a queste tre partite alla fine delle quali dovremo prenderci le nostre responsabilità.

Ognuno è libero di scrivere e fare ciò che vuole, ma l'importante è essere credibile. Io sono qui a gestire una situazione e non deve passare la linea della confusione, ma un'altra linea ben precisa. Tra venti giorni probabilmente verrano affrontati argomenti che riguardano la stagione nella sua interezza. In questo momento tutto il resto non serve, che riguardi il passato o le idee future.

Ho un anno di contratto tralasciando questi mesi, poi se a fine anno si va d'accordo si proseguirà".