Gabriel: "Pronto a giocare, mi ispiro a a Dida e Julio Cesar"

"La mia fede? Credo nella parola di Dio, nella vita eterna e nella salvezza. La fede mi aiuta ad affrontare le situazioni, comprese quelle che non vanno bene, cercando di imparare e aprendo il mio cuore"

pubblicato il 12/01/2017 in Live da Marco Zucca (inviato)
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Marco Zucca (inviato)
www.blogcagliaricalcio1920.net

Ieri l’arrivo ad Elmas ed il primo allenamento: il nuovo portiere brasiliano del Cagliari Gabriel verrà presentato questo pomeriggio alle 15:00 presso la sala stampa di Asseminello.

Seguiremo l’evento in diretta.

Da ricordare che la squadra ha da poco concluso l'allenamento: ai box Padoin per un fastidio muscolare.

C'è logicamente curiosità circa chi presenterà Gabriel: se sarà presente Capozucca o magari il presidente.

Sorpresa, Gabriel è accompagnato dal direttore marketing Passetti.

Ecco le parole del brasiliano:

"Grazie e benvenuti a tutti. Sono contento, le mie aspettative sono alte e mi aspetto un gran girone di ritorno. Sono venuto con umiltà e con i piedi per terra, e lavorerò ogni giorno.

I numeri dicono che c'è bisogno di lavorare, ma tutti siamo consapevoli di questo e cercheremo di migliorare i numeri in merito ai gol subiti.

La partita di Milano? Impressione positiva, non abbiamo subito tanto. Il Milan non ha fatto malissimo alla difesa del Cagliari. Sfortuna nei minuti finali.

Montella? Ci aveva avvisato che il Cagliari ha qualità, specie in attacco, e quindi il Milan sarebbe dovuto essere pronto.

I brasiliani a Cagliari? Mi sono trovato subito bene con loro, mi hanno accolto davvero bene. Rafael? Lo conosco già, ho trovato un ambiente stimolante tra i portieri. Una sorpresa davvero positiva. Colombo mi sta aiutando.

Il dopo Carpi? Dobbiamo fare scelte nella vita con saggezza, non mi pento delle scelte che ho fatto. A Napoli ho imparato tanto da Reina e Sarri, ho la fortuna di essere giovane e aver potuto imparare. Non posso paragonare Cagliari con Carpi: è una realtà più piccola, mentre Cagliari ha un altro spessore.

Titolare o no? Chiedete a Rastelli! (Ride). Da bambino facevo l'attaccante, come tutti i bambini. Poi sono diventato portiere perché lui si vestiva diversamente, è questo ha richiamato la mia attenzione.

La mia fede? Credo nella parola di Dio, nella vita eterna e nella salvezza. La fede mi aiuta ad affrontare le situazioni, comprese quelle che non vanno bene, cercando di imparare e aprendo il mio cuore.

Genoa? Un avversario tosto, dobbiamo prepararci bene ed essere pronti. Affronteremo questo match sapendo che sarà importante.

Cerchiamo di immaginare quello che potrebbe succedere in partita già in allenamento, soprattutto mentalmente, e anche se ho giocato poco negli ultimi tempi mi sento pronto. È stato difficile giocare poco ma ho cercato di imparare dalle vecchie esperienze.

Rastelli? Ci siamo salutati e parlati, ma ora sono un giocatore come tutti. Non mi hanno fatto ancora cantare! Mia moglie è musicista, si chiama Anna, chiederò a lei cosa cantare!

Neymar? Un grande giocatore, esprime tutte le sue qualità.

Mi preparerò al meglio per la partita di domenica. Ispirazioni? Mi piacevano tanto Julio Cesar e Dida.
Donnarumma? Un ragazzo e portiere fondamentale!

Sono andato sempre in nazionale, dopo le Olimpiadi, ho esordito contro la Svezia e per me è stata una grande emozione.

Sapevo che c'era una trattativa col Cagliari e dal Milan mi hanno parlato bene di qua, anche Storari durante gli esami medici mi ha detto: "Ti troverai bene in Sardegna".

Proverò a fare del mio meglio in questi 6 mesi, poi a giugno vedremo che succede".