La lavagna tattica: Sassuolo-Cagliari

Ventunesimo atto della Serie A 2018-2019. Al Mapei Stadium, match tra neroverdi e rossoblu. Duello in panchina tra De Zerbi e Maran

pubblicato il 25/01/2019 in La Lavagna Tattica da Fabio Loi
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Fabio Loi
2018

Il Cagliari cerca continuità per consolidarsi a livello di risultati e di classifica nella Serie A 2018-2019. La compagine di Rolando Maran avrà come avversario nel secondo atto del girone di ritorno al Mapei Stadium il Sassuolo di Roberto De Zerbi (con inizio del match previsto per sabato alle ore 15.00).

I neroverdi, padroni di casa dell’incontro, sono reduci dal pareggio esterno per 0-0 contro l’Inter, mentre i rossoblu hanno pareggiato per 2-2 in casa contro l’Empoli. Vediamo quali sono le filosofie tattiche dei due allenatori in vista della partita in programma sabato pomeriggio.

Il 4-3-3 di De Zerbi: Per il match contro il Cagliari, l’allenatore del Sassuolo non cambierà il suo marchio di fabbrica, ovvero il 4-3-3 che gli ha permesso di entrare nel novero degli allenatori giovani più interessanti e promettenti del nostro calcio.

Questo schieramento tattico viene considerato – come abbiamo sottolineato più volte nella nostra Lavagna Tattica - diretto discendente del sistema diagonale (meglio conosciuto come 4-2-4). In particolare, il modulo 4-3-3 è la conseguenza “difensivista” del 4-2-4 del Brasile degli anni ’50.

L’aggiunta di un centrocampista in più permette non solo una maggiore copertura difensiva, ma altresì non compromette la propensione offensiva. La disposizione a 3 del centrocampo agisce all’unisono e in maniera compatta in modo da tenere corta la squadra.

Questo settore è generalmente formato da un regista (Magnanelli), che opera davanti alla retroguardia e che ha il compito di rilanciare il gioco e dettare i tempi ai compagni, affiancato da due interni dalle caratteristiche difensive e offensive (Bourabia e Locatelli), capaci di inserirsi in avanti.

Gli attaccanti esterni (Berardi e Djuricic) svariano su tutto il fronte e si scambiano spesso la posizione, per non dare punti di riferimento al diretto avversario.

Nella manovra esterna, svolgono un ruolo chiave anche i terzini (Lirola e Rogerio) che, oltre ad avere compiti di copertura, devono avere anche doti di resistenza e tecnica per portarsi verso il fondo campo (con o senza palla) per creare superiorità numerica.

Davanti al portiere (Consigli), i centrali in genere sono solitamente dotati di grande forza fisica e di senso della posizione: nel caso del Sassuolo, De Zerbi opta spesso su questa combinazione (con Magnani e Ferrari). Infine, aspetto non meno importante, è quello legato all’attaccante centrale.

Inizialmente il Sassuolo ha utilizzato la figura del falso nueve (con la presenza del tridente di Boateng). Col passaggio di quest’ultimo al Barcellona, De Zerbi, in attesa di movimenti in entrata dal mercato, opterà con ogni probabilità su un attaccante più classico e forte fisicamente (Babacar o Matri).

Il 4-4-2 diamond di Maran: In vista del match contro il Sassuolo, il tecnico del Cagliari non cambierà modulo, utilizzando il 4-1-2-1-2 (o 4-4-2 diamond), modulo che può essere interpretato come un 4-4-2 reinventato e rivisitato, con il centrocampo schierato a diamante.

I vertici di quest’ultimo sono formati da due giocatori dalle caratteristiche opposte: uno in posizione bassa o davanti alla difesa (Bradaric o Cigarini) e uno in posizione alta (Birsa o Barella), libero di svariare su tutto il fronte offensivo.

Nei vertici laterali della mediana, si suole utilizzare giocatori che sono più propensi a difendere e che sappiano effettuare entrambe le fasi di gioco (Ionita con FaragòBarella).

La disposizione a diamante permette di avere superiorità numerica in posizione centrale e nella retroguardia, lasciando relativa libertà al trequartista (Birsa o Barella) di agire tra le linee.

Davanti al portiere (Cragno), vengono schierati 4 difensori: i 2 laterali – uno a destra (Srna) e uno a sinistra (Padoin) hanno compiti di spinta e di copertura preventiva quando il pallone è in possesso degli avversari.

Il discorso è differente per quanto concerne i difensori centrali. Generalmente, come già sottolineato nella nostra lavagna tattica, nel 4-1-2-1-2 vengono utilizzati due difensori forti fisicamente, capaci di contrastare gli avanti avversari nel gioco aereo e di mantenere la posizione.

Per il Sassuolo, con ogni probabilità Maran seguirà questo concetto generale del suo 4-4-2 diamond ma cambiando i suoi aspetti specifici, puntando su due centrali dalle caratteristiche diverse: uno abile in fase di impostazione (Ceppitelli) e l’altro in quella di marcatura preventiva (Pisacane o Romagna).

L’attacco, infine, è composto da un centravanti che faccia salire la squadra giocando di sponda e che mantenga alto il baricentro della sua squadra (Pavoletti) e da una seconda punta (Joao Pedro) che inizialmente parte sulla stessa linea dell’altro attaccante ma che, grazie al suo movimento a prendere palla, può trasformare il modulo dal 4-3-1-2 al 4-3-2-1.