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Tutti con Lopez!

L’analisi del match di San Siro: ha parlato solamente il campo, in barba alle vicende societarie. E la squadra si è stretta attorno al mister

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Vedi nerazzurro e poi ti trasformi. Non c’è luna piena che tenga, basta semplicemente una fresca giornata soleggiata di fine febbraio per far cambiare pelle al Cagliari, che quando arriva nell’Olimpo del calcio quale è San Siro, e affronta l’Inter, riesce sempre a strappare punti importanti.
Chi, quando vede nerazzurro assume le sembianze del toro che rincorre il torero e colpisce, è sicuramente Mauricio Pinilla. Il cileno è alla sua quarta marcatura in 5 partite disputate contro l’Inter con la maglia del Cagliari, ripartite tra casa (anche se chiamare casa Trieste è un eufemismo) e trasferta.

Gli isolani ieri sono scesi in campo con la testa colma di pensieri, di preoccupazioni, di incertezze, considerata la settimana complessa che hanno dovuto trascorrere, complice l’esonero dell’amato mister in seconda Pulga. Hanno preferito, però, rispondere sul campo, con un silenzio così assordante da zittire perfino il rumoroso pubblico di San Siro.
Quel pubblico che, per il secondo anno consecutivo, ha dovuto accettare l’ennesimo pareggio contro il Cagliari. Contro una squadra che si è arroccata per tutto il secondo tempo dietro la linea della palla, perforata sono in un’occasione, che è valsa il pareggio, definitivo, di Rolando.

Il gruppo è stato la chiave che ha consentito di conseguire un prezioso risultato. E “sofferenza” è stata la parola emersa dalla partita. Sembrava di assistere ad un match “ficcadentiano“ o “bisoliano”, giusto per citare alcuni allenatori dei recenti anni, con tutti gli effettivi a difendere il risultato. La squadra è parsa totalmente (o quasi) rinunciataria nel corso della seconda frazione di gioco. E questo è stato un limite, ma allo stesso tempo una forza.

Ha brillato Cossu in cabina di regia, sostituendo egregiamente capitan Conti; ha brillato Ibarbo, il quale, specie nel primo tempo, ha fatto impazzire la difesa nerazzurra; ha brillato Avramov, non per la sciagurata uscita a vuoto che per poco non regalava il vantaggio (non fosse stato per la traversa lo avremmo criticato, e non poco), ma per le splendide parate, prima su Palacio, poi allo scoccare del 94’ sulla punizione di Guarin.

“Tutti con Lopez” è lo spot che potrebbe essere utilizzato per i titoli di coda di questa giornata di campionato. Uno slogan promosso da qualsiasi giocatore al termine della partita, a testimonianza dell’impermeabilità alle sollecitazioni esterne, che i giocatori rossoblù si sono costruiti col passare del tempo.

Non si sa quali saranno le sorti del Cagliari nei prossimi giorni. Non parliamo di settimane o mesi, in poco tempo tutto può cambiare. Cellino venderà o sarà ancora il presidente del Cagliari? Lo stadio verrà finalmente aperto a 12.000 o la burocrazia deciderà di fare una pausa caffè per l’ennesima volta? Si aprirà un nuovo toto-allenatore?
Sono interrogativi che rimangono aperti, e a cui non ci sentiamo, francamente, nemmeno di provare a rispondere. Uno solo, però, è il dato di fatto: Lopez è ancora, saldamente (?), al comando, e la squadra è con lui.

Non cerchiamo, dunque, di destabilizzare un ambiente che, per conseguire la salvezza, ha bisogno del supporto di tutti.

Da parte i malumori, stiamo tutti col Cagliari. E con Lopez.

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