"Noi ci siamo". Biglietto da visita servito

L'analisi del match contro il Crotone: Il Cagliari lancia un segnale chiaro al campionato

pubblicato il 08/09/2015 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri

L'amnesia globale transitoria è una sindrome che si contraddistingue per la temporanea, e quasi totale, perdita della memoria a breve termine, con una difficoltà più o meno grave ad accedere ai ricordi più lontani.

Ecco, in una fresco giorno di fine estate i giocatori del Cagliari hanno regalato al pubblico una serata di amnesia globale transitoria. I tifosi rossoblù hanno come dimenticato la categoria, dimenticato le difficoltà, i dubbi, le incertezze, le preoccupazioni, le amarezze e si sono lasciati cullare nel tunnel dell'entusiasmo, quello che ti trascina senza alcuna possibilità di opporti, come un fiume in piena, come una massa di persone che avanza di corsa verso te. Quelle persone che corrono ieri erano i quattro gol del Cagliari, quattro schiaffi alle paure e quattro carezze ai 14mila che ieri sono accorsi al Sant'Elia per spingere i rossoblù verso la vittoria, la prima di questo campionato.

Un campionato che sarà lungo, infinito, ma si sa, chi ben comincia è già a metà del lavoro. I sardi hanno offerto una prova di manifesta superiorità rispetto ad un Crotone che ha retto per trenta minuti, rendendosi pericoloso grazie al talento di Tounkara (un ragazzo che farà sicuramente tanta strada), ma che alla lunga non ha retto l'onda d'urto del Cagliari, che ha fatto pian piano venir fuori la qualità dei singoli e ha schiantato i calabresi, anche grazie all'espulsione di Salzano.

Un risultato che convince, anche alla luce delle numerose assenze che hanno penalizzato i rossoblù. Rastelli ha saputo adattarsi e ha preparato alla grande la partita, limitando al minimo le scorribande offensive dei ragazzi di Juric. Si è presentato con una formazione a trazione anteriore, con Farias ad ispirare Sau e Giannetti. Il trio d'attacco ha mostrato un buon affiatamento e, visti i gol di tutti e tre i moschettieri, il tecnico campano può ritenersi soddisfatto. Una grande partita l'ha disputata anche Pisacane, schierato dal primo minuto per sopperire alle assenze. Il jolly napoletano non ha smesso un attimo di correre, ha arato la fascia destra per novanta minuti proponendosi in avanti e chiudendo ogni spazio a De Giorgio, che non è mai stato pericoloso.

Prosegue poi la favola di Deiola, che pare averci preso gusto e non smette più di segnare. Il suo gol, bellissimo, ha fatto scattare in piedi tutto lo stadio, che si coccola il proprio beniamino fatto in casa.

L'altra istantanea di questo primo assaggio di campionato è la corsa di Storari ad abbracciare il gruppo al gol di Sau. Proviamo a spiegare meglio cosa sia successo. L'anno scorso una squadra, la Juventus, ha vinto campionato, Coppa Italia ed è arrivata in finale di Champions, ha eliminato Cristiano Ronaldo e centrato il quarto scudetto consecutivo. Uno dei leader di quello spogliatoio era un signor portiere, uno che in bianconero faceva il secondo solo perché davanti a lui c'era un monumento come Buffon ma che, in qualsiasi altro club d'Italia, sarebbe stato titolare. Quel signore là ieri, da portiere del Cagliari, in Serie B, contro il Crotone, al gol del 3-0, ha messo il turbo e fatto uno scatto di cento metri per festeggiare coi compagni. Il suo nome era, ed è, Marco Storari. Chapeau.

Adesso la testa al match di Sabato a Terni, dove sarà importante confermarsi e dimostrare che questo Cagliari è veramente la squadra da battere. Intanto una cosa è certa: ieri i sardi hanno messo mano al taschino e hanno tirato fuori il proprio biglietto da visita, l'hanno mostrato a tutte le concorrenti alla promozione.
Su di esso c'era scritto "Noi ci siamo ".