Caro Gianfranco, non sai in che pasticcio ti sei cacciato

L’analisi della sconfitta maturata a Palermo e la “missione” di Zola, tra insicurezze e mercato

pubblicato il 07/01/2015 in L'Editoriale da Marco Zucca
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Marco Zucca

5, come i gol subiti in quel di Palermo. 5, come i pezzi di carbone che la Befana ha consegnato ai giocatori rossoblù (qualcuno in più al presidente Giulini). 5, come le fette di panettone che Zeman ha mangiato a casa sua durante le vacanze, e che anche ieri avrà sicuramente gustato guardando in tv la debacle cagliaritana.

Colui il quale è stato etichettato come l’artefice della crisi del Cagliari è stato clamorosamente smentito in appena 90 minuti (anzi meno) alla “prima” di Zola da allenatore rossoblù. È stata sufficiente neppure mezzora del primo tempo, fino a quando il capitano Daniele Conti ha deciso di porre termine alla sua partita, spianando la strada alla goleada rosanero: la figuraccia rimediata al Renzo Barbera è stata fin troppo evidente, più grande di quella contro il Chievo al Sant’Elia di un mese fa. Eppure i primissimi scampoli di gara facevano presagire tutt’altro, non fosse per il piedone di Munoz che negava il gol a Longo su tiro a botta sicura dopo la sgroppata di Farias, e non fosse per il miracolo di Sorrentino su Rossettini che sul 2-0 metteva il punteggio in cassaforte.

Al povero Gianfranco Zola, arrivato in terra sarda per salvare una squadra allo sbando (così si diceva), spetta il compito di caricarsi sulle spalle un fardello forse troppo grande, specie se gravato da giocatori con un tasso tecnico non particolarmente elevato e da una società senza una adeguata programmazione, che ha fatto del “patto” tra dirigenza e senatori una seria ragione per andare avanti. Dopo Zeman, dunque, un nuovo parafulmine sul quale scaricare tutti i mali dei rossoblù.

Il portafogli, quello sì, necessita di essere aperto, subito e con decisione. Il tempo delle scommesse è terminato: servono quantomeno un portiere esperto (Brkic, che arriverà oggi in Sardegna) e un attaccante. Che la società, invece delle continue parole su parole, agisca, tempestivamente, e sia capace anche di gesti forti, come relegare in panchina chi non sta offrendo un rendimento soddisfacente. Perché il quartultimo posto dista quattro punti, ma questi potrebbero divenire molti di più se non si dovesse correre subito al riparo.

Chissà, Zola, se ti renderai conto del “pasticcio” in cui ti sei cacciato. Tu che, da vero sardo, hai accolto la richiesta di aiuto di un presidente - il quale sta rischiando di perdere la bussola - come una vera e propria “missione”. Tu che, conscio delle possibilità di “bruciare” un futuro da allenatore in altre squadre italiane, ti sei disinteressato dei rischi volendo provare a vincere questa scommessa. E tu che, da ex capitano, si spera riprenderai in maniera severa Conti dopo il cattivo esempio offerto alla squadra, e ai tifosi, contro il Palermo.

Ti auguriamo con tutto il cuore di farcela e di non mollare, caro Gianfranco. E se il Cagliari dovesse conquistare la salvezza, allora saresti tu il vero protagonista.