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È stata la mano di Claudio Ranieri

L'analisi del match contro il Bari

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La pioggia di Bari che si fonde con le lacrime di Claudio Ranieri è la cornice di una promozione insperata, arrivata all'ultimo respiro, e anche meritata. Il Cagliari torna in A dopo un anno di purgatorio, in cui i rossoblu hanno attraversato le fiamme dell'Inferno e piano piano sono usciti a rivedere le stelle. E per chi crede negli astri e nelle loro influenze, sa che il Bari ha sempre portato fortuna al Cagliari. L'anno dello scudetto, l'anno dell'ultima promozione e ora anche ieri notte. 

È stata una gara tiratissima, in cui il migliore degli avversari è stato il portiere, Caprile, autore di un paio di autentici miracoli. La porta sembrava stregata, finché Claudio Ranieri non si è voltato verso la panchina e ha chiamato un giocatore che quest'anno non ha potuto dare la migliore versione di sè. Un giocatore che di pagine con la maglia del Cagliari ne ha scritte, e ieri è arrivata quella più importante. Leonardo Pavoletti è entrato in campo a ridosso del recupero e dopo qualche minuto ha segnato il gol più pesante della sua carriera. Una rete valsa un'intera stagione, che ha chiuso un campionato da montagne russe. 

È stata una Serie B fatta di sofferenze, iniziata nel peggiore dei modi ma ripartita dall'inizio del 2023 con un altro spirito, che ha permesso ai sardi di acquisire fiducia gara dopo gara e di arrivare ai playoff. L'unica partita tranquilla è stata quella contro il Venezia, poi solo partite da film. Tra ieri e oggi si festeggia una promozione che passerà alla storia, arrivata di nuovo in quel di Bari, che ormai diventerà meta di pellegrinaggio per i profani.

Il principale artefice di questa impresa non può che essere l'uomo che ieri ha pianto prima di tutti. Claudio Ranieri ha portato per la seconda volta nella sua carriera il Cagliari dalla B alla A.  È stato il primo a crederci, e alla fine ha avuto ragione. Se prima era profondamente stimato, ora sarà venerato. 

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