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CARICATO A SALVE

L'analisi della partita contro la Ternana

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Il Cagliari, partito alla volta di Terni alla ricerca di una vittoria che mancava da sei turni di campionato, è invece incappato in una dolorosa quanto forse immeritata sconfitta. Immeritata nei numeri, che sono ampiamente a favore dei rossoblù, ma che purtroppo nel calcio contano poco. L’unica cosa che conta davvero è infilare il pallone nella porta almeno una volta in più rispetto agli avversari: il modo in cui lo si fa non è importante.

Sfortunatamente, far gol è anche una delle maggiori criticità che il Cagliari ha mostrato in queste prime sedici partite di campionato: più incisiva della fase difensiva tutt’altro che granitica, ma comunque accettabile, e delle difficoltà ad esprimere una manovra sempre fluida. Alla squadra mancano i guizzi risolutivi, manca la qualità per creare pericoli agli avversari e finalizzare la mole di gioco che talvolta riesce a produrre. Manca il contributo di alcuni giocatori acquistati per dare al gruppo qualcosa che ancora non si sa con precisione cosa sia. Manca fantasia e anche cattiveria. Tutti i problemi di un reparto caricato a salve si traducono in una sterilità offensiva preoccupante che mina la fiducia della squadra. Poiché gli stessi protagonisti sanno che al momento non possiedono la forza necessaria a compensare i frequenti e decisivi errori che essi stessi commettono durante i novanta minuti, proprio come accaduto ieri dopo il rigore causato da Obert.

Se poi il fato, o l’ingenuità di Di Tacchio, a seconda di come la si voglia vedere, ti consegna la possibilità di pareggiare i conti dal dischetto e tu la sprechi calciando sul portiere avversario, allora confermi al mondo per l’ennesima volta di non essere pronto a combinare alcunché. Sicuramente non a competere, tantomeno a vincere. In questo senso andranno protratte delle riflessioni perché il tempo passa e i risultati non migliorano. Del resto, a livello societario sono già stati operati importanti cambiamenti che si spera smuovano il terreno sotto la superficie, tuttavia spetta a Liverani e ai giocatori cambiare marcia sul campo per tirare fuori il Cagliari da questo bruttissimo momento. Le parole non hanno valore se non corroborate dai fatti e quanto visto finora e quanto mai insufficiente.

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