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Non ci siamo

L'analisi del match contro la Reggina

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Non ci siamo. Il Cagliari pareggia, non perde più, ma non vince. E soprattutto non convince. La gara di ieri ha lasciato dell'amaro in bocca, non solo perché non sono arrivati i tre punti, ma anche perché non si sono visti reali miglioramenti rispetto alle ultime partite. 

La Reggina ha fatto la gara che doveva fare, senza strafare, ed è uscita con un punto importante. Quello del Cagliari invece è più un punticino, ma non ci si può accontentare. Serviva una prestazione diversa, inutile negarlo, e per i primi minuti ci si è illusi, vista la partenza a razzo con il gol immediato di Lapadula. 

Poi però, si sono rivisti gli stessi meccanismi di questa prima parte di campionato, con il solito gol preso sul solito errore individuale (questa volta è toccato a Makoumbou), che ha compromesso il match. Ma non si può ridurre tutto a un giocatore, perché è tutto il Cagliari a non girare. Può vincere una partita, dare l'impressione di svoltare, ma poi la svolta vera e propria non c'è. 

Il fatto, ancora una volta, di non avere un undici fisso non premia. Liverani ha fatto molte rotazioni da inizio campionato, ma senza trovare la quadra giusta, e questo non aiuta. L'organico c'è, la qualità nei singoli pure, ma non si è ancora trovato il filo che lega il tutto. Dopo 11 partite i risultati sperati non sono arrivati, quattro sconfitte sono tante e soprattutto il gioco fatica ad arrivare. 

L'assenza di Mancosu è più pesante di quel che si credeva, ma non può essere la spiegazione a tutto. Al momento infatti, il Cagliari non ha un leader. Potrebbe esserlo Rog, potrebbe esserlo Nandez, un Pavoletti, un Lapadula, ma la realtà è che non c'è una certezza vera e propria in questo Cagliari. 

Anche l'allenatore non dà certezze. Liverani per adesso sta cercando in tutti i modi di risolvere i problemi di steritiltà offensiva, ma senza riuscirci. Se manca il gioco, anche per i giocatori è difficile venire fuori. 

A inizio stagione si era detto che il primo bilancio di questa squadra si sarebbe dovuto fare dopo una decina di partite. Ora siamo a quel punto, e il bilancio è negativo. Le armi per andare oltre un anonimo decimo posto ci sono, ma serve che ci si guardi negli occhi e si decida da che parte si vuole andare.
 

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