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E ora?

L'analisi del match contro lo Spezia

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E ora? Il Cagliari perde la seconda partita di fila, in maniera anche inaspettata, perché tutti quanti prevedevano una reazione al ko contro la Lazio, archiviata come la classica partita storta che può capitare a chiunque, ma forse non è così.

Perché lo scontro salvezza di ieri dice Spezia, che mette in cascina tre punti più preziosi dell'oro e lascia il Cagliari in quella terra di mezzo da cui non è mai uscito. In Liguria gli uomini di Thiago Motta ci hanno creduto di più, c'è poca da fare. Due gol che potevano essere il doppio se non fosse stato per Cragno e i suoi miracoli quotidiani (rigore parato su tutti), che hanno tenuto a galla i sardi fino alla rete di Manaj, che ha chiuso i conti.

È stato un match a senso unico, sette tiri in porta a uno, con il lusso di fallire anche un penalty, e nonostante un possesso palla maggiore degli isolani, i padroni di casa per 90' hanno gestito la gara senza patemi, dimostrando di avere più fame. Nessun dramma adesso, ma è chiaro che c'è stato un problema di testa, magari influenzato dalla sconfitta precedente, che potrebbe aver minato le certezze acquisite negli ultimi due mesi. Non è involuzione, ma é stato fatto qualche passo indietro rispetto alle scorse sfide.

In attesa di capire cosa farà il Venezia lunedì, i rossoblu devono farsi un esame di coscienza e capire cosa non sta funzionando ultimamente. Sarà la stanchezza che inizia a farsi sentire per tutti a fine stagione, ma non può essere un alibi solido. Perché proprio adesso arriva il difficile. Da qui alla fine il Cagliari affronterà tre big: Milan, Juventus e Inter. Più Udinese, Sassuolo, Genoa, Verona, Salernitana e infine, all'ultima, la partita che va giocata a tutti i costi da salvi: quella in casa del Venezia.

La fortuna è che dopo il Milan ci sarà la sosta, una pausa fondamentale per ricaricare le pile e affrontare al meglio le restanti otto gare. Sperando che Mazzarri abbia a disposizione più rossoblu possibili, a fine marzo bisogna fare quel salto di qualità definitivo per portare a casa questa salvezza, che dista almeno una decina di punti, che il Cagliari deve obbligatoriamente fare. Senza arenarsi nei soliti calcoli però, 9 partite non sono tante ma neanche poche, per cui c'è ancora tempo per raddrizzarsi.

Sabato arriva il Milan capolista all'Unipol Domus: i rossoneri sono imprevedibili contro le squadre della parte destra della classifica, un passo falso è possibile e i sardi devono crederci, come hanno fatto contro il Napoli. La missione di Mazzarri e soci è di far vedere che le ultime due gare sono state un passaggio a vuoto, e la prestazione in questo caso sarà importante quanto il risultato. 

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