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Dentro le sabbie mobili

L'analisi del match contro la Lazio

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Il Cagliari è tornato a perdere come non gli capitava da un po’. Un 3-0 contro la Lazio apparentemente senza appello che però nasconde più di quanto dica (o non dica) il risultato. Non c’è bisogno di creare drammi ovviamente, una sconfitta - per una squadra nella posizione del Cagliari - ci può stare quando ci si ritrova a fronteggiare un avversario maggiormente dotato tecnicamente. L’aspetto che ha deluso più o meno tutti domenica non è stato tanto il risultato, anche accettabile da un certo punto di vista, ma direi piuttosto il modo in cui è arrivato: il Cagliari pareva aver trovato un’identità nelle ultime settimane, un filo conduttore da seguire per districarsi dal complicato labirinto che era diventata la zona rossa. E lo aveva dimostrato contro avversari di calibro opposto, appartenenti sia alla parte alta che bassa della classifica.

Ieri tutto questo non si è visto: la squadra di Mazzarri - come ammesso candidamente anche dal tecnico nel dopo partita - ha forse peccato di presunzione in un momento della stagione in cui si sentiva forte, si sentiva sicura dei propri mezzi. E come spesso accade, la presunzione è stata fatale. I rossoblù infatti non si sono accorti, nonostante le avvisaglie nei primi minuti ci fossero, che la Lazio è una squadra infida, capace sia di pressare con agonismo estremo che di giocare di fioretto. Il Cagliari è caduto nella “trappola” quando ha accettato di tenere altissime le proprie linee nel tentativo di recuperare immediatamente il pallone, cioè musica per le orecchie di Sarri: il risultato è stato lo stesso che si ottiene quando un uomo incauto rimane intrappolato nelle sabbie mobili e si agita per tirarsene fuori, ovvero perdere il controllo della situazione. Da un errore grave, anche se rimediabile, come il rigore iniziale si è passati a subire un gol assurdo nei minuti finali del primo tempo nonché la rete che ha chiuso virtualmente i giochi. Tutto a causa della frenesia di voler fare qualcosa di buono, di voler lasciare il segno subito, sempre e comunque.

Un atteggiamento piuttosto comprensibile considerata la classifica del Cagliari ma che contro la Lazio si è rivelato deleterio perché ha portato ad una mancanza di equilibrio che la squadra sarda non può permettersi. Mazzarri questo lo sa ed è già corso ai ripari bacchettando i giocatori nel dopo gara: a La Spezia servirà un Cagliari diverso, tosto e concentrato, per portare a casa la vittoria e continuare ad inseguire l’obiettivo salvezza, forse insperato qualche settimana fa ma oggi più che mai alla portata.

 

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