Vale la pena aspettare

L'analisi del match contro l'Udinese

pubblicato il 21/12/2020 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri
2020

La buona notizia è che il 2020 sta finendo. Ed è già qualcosa, considerando come si sia partiti e come si stia chiudendo. L'anno si era aperto con un alunno che aveva giganteggiato nelle interrogazioni del primo quadrimestre per poi chiudere i libri nel secondo, era andato avanti nel post lockdown con la sospensione del giudizio: studente rimandato a settembre, poi si vedrà. Ora settembre è passato, e la sensazione è che il Cagliari sia intelligente ma non si applichi.

Tradotto, le idee ci sono, le potenzialità pure, ma c'è sempre un ma. Perché i risultati non arrivano o perlomeno non sono ancora arrivati, e per quanto nell'aria si respiri questo strano senso di fiducia alla cieca, la classifica vede i rossoblù al tredicesimo posto, equidistanti dalla zona Europa e dalla retrocessione. In fin dei conti la fiducia si ottiene in due modi: quando le cose vanno molto meglio del previsto o quando le cose vanno molto peggio del preventivato.

Nel primo caso, è il vento alle spalle a far la differenza: trascina, crea consapevolezze e poi certezze, alza l'asticella e genera quel leggero e intangibile senso di leggerezza. Il secondo caso è il godotismo, l'attesa di un calcio e di una classifica che manco sai se esista o meno, ma che vale la pena aspettare. È questo il nodo cruciale dei primi mesi dell'era Di Francesco: si ha ancora l'impressione di aver visto una versione beta di quello che sarà il Cagliari, come se ancora fosse tutto cantieristico e in divenire. In effetti ieri i sardi hanno versato una prima dose di olio sugli ingranaggi con l'innesto di Godin, a lungo assente per la positività al Covid19 e ieri nuovamente dittatore – nel senso più nobile possibile – della difesa rossoblù.

Per informazioni chiedere a Zappa, telecomandato dal Faraone per 90', ma soprattutto a Gerard Deulofeu, portato a scuola sino al momento della sostituzione. Entrato benissimo in campo anche Ceppitelli, praticamente perfetto nella mezz'ora disputata, e generatore automatico del dubbio amletico ma nemmeno troppo: e ora chi gioca? Discutere Godin sarebbe quantomeno passibile di denuncia, Walukiewicz – al netto dell'infortunio - ha sempre giocato, Carboni sta crescendo e guadagnando fiducia, il capitano sta alzando la voce e dal suo ingresso sul rettangolo Difra è passato a tre.

Occhio, perché nelle prossime settimane questa potrebbe diventare una soluzione sempre più frequante, soprattutto quando – come in questo periodo – potrebbe sembrare necessario un po' di riposo per Sottil. Del resto si gioca tanto, a tratti tantissimo, e mercoledì si va a Roma – sponda giallorossa.

Ci si gioca tanto, a tratti tantissimo. Coi ricordi di Di Francesco, con la fame dei suoi uomini.