Non si gioca di mercoledì

L'analisi del match contro il Parma

pubblicato il 17/12/2020 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri
2020

Di domenica in domenica, in fin dei conti è andata così. Peccato che qualcuno dovrebbe pur ricordare al Cagliari del turno infrasettimanale, completamente dimenticato dai rossoblù, presi a pallate da un Parma che avrebbe meritato anche la posta piena. Alla fine i sardi tornano nell'isola con un punto brutto, ma così brutto che più bello non si può, in seguito a uno zero a zero vintage, quasi di bisoliana memoria. Di Francesco ha provato a combinare gli elementi, lasciando a riposo Marin e dando una chance dal primo minuto al sempre disponibile Alberto Cerri.

Ma l'assenza delle geometrie del rumeno, bollato troppo in fretta come sacrificabile sull'altare del messianico ritorno del ragazzo belga, ha di fatto generato una confusione senza precedenti nella manovra rossoblù. Il duo Oliva-Rog, del resto, forse in condizioni ottimali ti può vincere la maratona, ma di certo non porta a casa la statuetta dell'Oscar alla miglior regia. Forse Marin, nel silenzio delle sue giocate e nel (non) chiassoso abbraccio dopo la sostituzione del Bentegodi con Di Francesco, sta diventando un riferimento imprescindibile per il tecnico.

Un po' come Sottil, ieri avulso e fuori fase, e anche in questo caso specchio di un Cagliari che, in assenza dei suoi guizzi, risulta prevedibile e sgasato. Poco convincente anche il contributo delle punte, sia Cerri che Simeone, anche se sul primo si può lanciare una provocazione. Siamo assolutamente certi sia una punta? Non è che per caso l'indentikit da sempre cucitogli addosso sia semplicemente il risultato dell'equazione – non necessariamente verificata – del fisico da granatiere uguale boa offensiva? Eppure, dovendo analizzare il giocatore, la finalizzazione non sarebbe ovviamente la specialità della casa.

Al contrario, Cerri si sta mostrando dannatamente efficace nel mandare in porta i compagni. E se il Cagliari avesse in casa la seconda punta o il trequartista più atipico della storia di questo sport?

Ma fortunatamente è solo una provocazione, nulla di più...