Lavori in corso e Maranismo

L'analisi del match contro il Sassuolo

pubblicato il 21/09/2020 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri

Lavori in corso e manco troppo avanzati. Pochi salti mortali e tanta sostanza, quasi un omaggio al Maranismo nel giorno in cui il Rolando Furioso dà il bentornato al Crotone con maleducazione, resuscitando Destro, Pjaca e altri personaggi biblico-mitologici.

Aspettarsi la rivoluzione di Eusebio alla prima giornata era roba per devoti alla Dea Impazienza, ancor di più se si considera che il roster a disposizione di Di Francesco oggi sia il cugino, e nemmeno troppo somigliante, di quello che il tecnico avrà in mano il 5 ottobre (o quantomeno di quello che vorrebbe avere).

Godin farà tutta la differenza del mondo, Nainggolan la potrebbe fare, un altro esterno la farebbe. Chiariamo: il 24 carati di Joao per il Cholito è per palati fini, condizione più necessaria che sufficiente per uscire dal Mapei Stadium con le mani piene, ma la sensazione resta la stessa percepita sino a un minuto prima dell'assist. Joao Pedro non è l'ala giusta per Di Francesco. Più semplicemente, Joao Pedro non è un'ala. Sei anni fa Zeman fu catapultato all'interno di un sistema collaudato per il rombo, un sistema Cossucentrico che non poteva prescindere dall'estro del 7. Il boemo provò a reinventarlo nel suo tridente e i risultati li conosciamo tutti. Di Francesco è piombato a Cagliari nel post Epifania, quella di Joao, reduce da un'annata trascendentale che concede l'onore-onere di trovare – whatever it takes – una sistemazione al brasiliano; che potrebbe anche fare la punta, ma con Simeone e Pavoletti in canna tutto serve meno che un altro centravanti. Ergo l'esterno senza il passo dell'esterno, l'ala col vizio dell'accentramento pesta-Cholito: semplicemente un lusso non richiesto, perché al Joao donato non si guarda in bocca.

Un assaggio di quanto brio possa conferire un'ala (vera) lo ha offerto Sottil, che è entrato benissimo in campo esattamente come Zappa, che interpreta il ruolo nel mondo più moderno possibile, con spinta, piede e gamba. Forse il Cagliari ha trovato il terzino destro. Ma perché il terzino destro trovi il vero Cagliari da 4-3-3, almeno elevato alla potenza richiesta da DiFra, serve tempo. Giorni, forse settimane. E soprattutto nomi.