Equinozio rossoblù

L'analisi del match contro la Sampdoria

pubblicato il 16/07/2020 in L'Editoriale da Luca Neri
Condividi su:
Luca Neri
2020

Oggi, 16 luglio 2020, il Cagliari bacia il suo equinozio: la distanza dall'Europa, per la prima volta in tutto il campionato, è uguale a quella dalla retrocessione. Dodici punti, tanti da poter pronunciare la lettera B senza il timore di esserne risucchiati, tanti da poter essere dimenticati da Milan, Napoli e Roma. Forse persino i rossoblù si son scordati dell'Europa e sembrano aver mollato la presa, rallentando la corsa come ogni pianeta rallenta l'orbita allontanandosi dal sole. 

Probabilmente non è necessario scomodare Keplero per parlare - o chiedersi - del Cagliari, ma nel 3-0 di ieri la Sampdoria ha colpito la giugulare della stagione sarda. Perché in quella spaccata aerea di Bonazzoli si nascondeva il fallimento di un'idea e di una filosofia (forse di un'utopia), quella del Cagliari che aveva imparato a non prenderle prima che a darle.

Ma c'era il post scriptum, il percepito non detto, quel Cragno fantascientifico contro il Lecce che aveva insabbiato le lacune di una squadra che era andata a strappare un punto ratione autoritatis più che autoritate rationis. Detto fatto, perché non appena Cragno ha assunto dei connotati umaneggianti (ieri oggettivamente rivedibile) i rossoblù hanno palesato ogni loro fragilità, andando a straperdere la prima strapersa dell'era post Covid.

Non è bastato il solito aratro pesante di Nandez sulla fascia e qualche spunto legionaristico di Rog, troppo poco e troppo solito per fare davvero paura. E proprio al concetto di abitudine rischia di impantanarsi la stagione del Cagliari, squadra di ottime individualità ma nessuna in grado di accendere davvero la scintilla, di sorprendere, di fare quello che fa Douglas Costa alla Juve, Orsolini al Bologna, Ribery alla Fiorentina e al Lecce l'avete già capito. L'unico in grado di portare qualche soluzione diversa sembra essere Nainggolan, con la tendenza al missile terra aria a creare costante apprensione. Ma oggi il belga non c'è, fermato da un polpaccio in rivolta e potenzialmente ai box sino a fine stagione.

Ma se ora c'è il dubbio, per l'anno prossimo esiste quasi la certezza. E a quel punto che ne sarà del Cagliari? Forse essere la squadra del cross per Simeone, nella speranza che diventi Pavoletti, non è più abbastanza.