Quell'oppio chiamato Alessio Cragno

L'analisi del match contro il Lecce

pubblicato il 13/07/2020 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri
foto: Paolo Mastrangelo

Non si subiscono più gol. Ed è una bella notizia, o almeno lo sarebbe a condizioni normali. Ma questo Cragno qui non può essere la logica, lui che più che un portiere sembra essere l'oppio dei popoli (rossoblù). Perché dietro al velo di quelle parate che noi umani non potremmo nemmeno immaginare, non ci si accorge di tanta polvere.

Succede che passi inosservato come il Lecce (mica il Bayern Monaco) abbia prodotto almeno 4-5 palle gol nitide, e che i rossoblù abbiano portato a casa il punticino grazie alla S di Superman sul petto del portiere e alla mira non esattamente robinhoodiana dei pugliesi.

Succede che pesi meno anche la terza partita consecutiva senza segnare (tra Atalanta, Fiorentina e Lecce nove gol all'andata) e che qualcuno continui a fischiettare attorno alle giocate di uno dei talenti rossoblù più puri (se non il) dall'inizio dell'era Giulini: Diego Farias, che per la terza volta consecutiva da avversario ha seminato il panico nella difesa del Cagliari, ma pressoché unanimemente oggi 13 luglio 2020 verrebbe rifiutato dalla tifoseria. Eppure uno spaccapartite del genere sarebbe un lusso per una squadra a cui manca il cambio di passo, la superiorità numerica: in effetti, tolta qualche sterzata di Nandez, i guizzi di Ragatzu e sporadiche progressioni di Rog, questo Cagliari deve faticare ben più delle avversarie per rendersi pericoloso. Probabilmente andrebbe bene qualsiasi Farias che non sia Farias, ormai condannato dalla piazza -forse ingenerosamente - un po' come frettolosamente fatto proprio con Cragno.

Oggi è bene esaltarsi per il portiere di proprietà (specificazione non casuale) del Cagliari, ma occorre ricordare come non sia passato un secolo da quando qualcuno era pronto a gesti inconsulti per un Olsen messo in seconda fila. È il vento, che cambia in fretta e porta via le parole, ma difficilmente riesce a trascinare di peso una squadra oggettivamente in affanno.

La rosa a disposizione di Zenga è veramente XS, e il Cagliari è la squadra che in assoluto meno ruota in tutto il campionato. Un turnover forzatamente inesistente, a cui ha contribuito anche la sfortuna, sottraendo all'organico ridotto qualche pedina infortunata e persino un Gaston Pereiro colpito da un terribile lutto. Ora si viaggerà nel limbo, con un finale di campionato senza troppo da chiedere, ma anche senza troppo da piangere. Forse, almeno per quest'anno, meglio sbadigliare che tremare.