Avramov e il suo amore per Cagliari e la Sardegna: Vlada si racconta

Il portierone rossoblù tra passato, presente e futuro

pubblicato il 22/02/2014 in Interviste da Ignazio Pisanu
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Ignazio Pisanu

Vlada Avramov, 34 anni, si è conquistato a suon di prestazioni un posto da titolare nell’11 di Lopez. Un portiere esperto e affidabile che è riuscito ad accaparrare la fiducia dell’allenatore e la stima dei tifosi. Stima che non viene meno neanche dopo la brutta sconfitta casalinga col Livorno, dove Avramov è stato “trafitto” dalla fucilata dai 35 metri del “sardo-brasiliano” Emerson .

“Il pallone stava andando a sinistra e ho anche fatto un passo verso quel lato. Poi, all'improvviso, è schizzato dall'altra parte. So però di aver sbagliato”

Avramov ha ricoperto per tanto tempo il ruolo di secondo portiere. Dopo stagioni da protagonista nella serie cadetta con Vicenza e Pescara giunge a Firenze. Nel capoluogo toscano è oscurato dall’ombra di Sebastian Frey e in 3 anni mette insieme solo 9 presenze, riuscendo però a esordire in Champions League. Trasferitosi a Cagliari parte come secondo di Agazzi.

“Ma io non mi sono mai sentito una riserva. Ho sempre lavorato allo stesso modo e non mi sono fatto influenzare dalle scelte”.

Promosso numero 1, si allena per difendere i pali rossoblù e assume il ruolo di “chioccia” per il giovane Silvestri, sul quale Vlada – intervistato da Alberto Masu per l’Unione Sarda – spende parole importanti: 

“Silvestri lo seguivo dai tempi del Padova. L'ho visto crescere e adesso, vedendolo in campo, posso dire che è bravo. E che magari potrebbe essere anche il futuro numero uno del Cagliari”.

Un serbo innamorato dei sardi e della Sardegna, con i colori rossoblù incisi nel cuore.

“Io vorrei rimanere qui a vita. Sto bene, professionalmente e umanamente. In futuro mi piacerebbe allenare i portieri del Cagliari. Se la società lo vorrà”
Avramov da gran professionista qual è non si esprime sulle controverse vicende legate ad Agazzi e Adàn. “La società fa quello che ritiene più giusto. Non posso parlare dei portieri passati di qui. Io sto zitto e lavoro”.