Semplici: "Stiamo crescendo, ma la strada è lunga"

"Contro la Juve a viso aperto"

pubblicato il 11/03/2021 in Interviste da La Redazione
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La Redazione
foto: cagliari calcio

Il nuovo mister del Cagliari Leonardo Semplici è stato ospite della trasmissione Il Cagliari in Diretta, in onda su Videolina, dove ha parlato del suo primo impatto con il club rossoblu, anche in vista della sfida di domenica contro la Juventus.

Ecco le sue dichiarazioni:

"7 punti in otto giorni? I complimenti vanno girati ai ragazzi che hanno fatto 3 buone prestazioni in crescendo e conquistando punti importanti per raggiungere l'obiettivo prefissato. Ho cercato di portare la mia esperienza e una ventata di entusiasmo, che mi sembrava non ci fosse al mio arrivo. Ho portato quelle due tre cose che servivano alla squadra e che questa doveva trasferire in campo, cercando di fare cose semplici e cercando di liberare le qualità dei giocatori.

Mi sono reso conto di aver trovato un gruppo di ragazzi molto disponibile, brave persone oltre che bravi giocatori. Queste sono basi importanti per arrivare all'obiettivo. Il mio staff e i giocatori mi ha dato grande disponibilità, mettendo in campo grande spirito di rivalsa. Volevano dimostrare di poter ribaltare la situazione, nei primi giorni ho fatto colloqui a livello di squadra e individuale, cercando di mettere a proprio agio i ragazzi. Così facendo è uscito quel carattere che non sembrava avessero, invece questo è un gruppo sano, pulito, vogliono di ripagare i tifosi e il popolo sardo.

Duncan di fronte alla difesa? È un'idea nata dopo i primi allenamenti, dal momento che non abbiamo un regista classico ho preferito mettere lui, gli ho chiesto giocare lì perché può diventare un giocatore importante, sta crescendo gara dopo gara. Permette di dare coperture, sa far ripartire l'azione, ha fisicità, forza, ci permette di avere un equilibrio migliore. Abbiamo fatto delle buone cose ma rimaniamo con i piedi per terra, la strada è lunga. La via della guarigione c'è ma la squadra è ancora sofferente, quindi testa bassa e pedalare.

Un bene che la Juve sia fuori dalla Champions? Non lo so, so solo che solo attraverso una grande prestazione possiamo mettere in difficoltà una squadra come la Juve. Sta a noi approfittare del loro momento particolare. Abbiamo le caratteristiche per portare a casa un risultato positivo contro di loro.

Rapporto con Capozucca? É stata una scoperta piacevole, è un uomo di calcio e di grande esperienza. C'è gran feeling, questa deve essere la nostra forza. Dobbiamo riuscire a dare quella serenità e quella compattezza per uscire da questa situazione. Il rapporto è molto positivo, ci confrontiamo quotidianamente, cerchiamo di mettere le cose a posto.

Il lavoro principale è stato a livello mentale. Il primo giorno ho fermato l'allenamento perché vedevo i ragazzi intimoriti, dicendo che non dovevano mettersi in mostra e di fare le cose semplici, cercando di mettere in campo le loro qualità. I ragazzi hanno ricevuto il messaggio bene, hanno capito il momento e l'importanza della maglia e di rappresentare una terra intera. Noi siamo fiduciosi, io per primo, sono convinto di raggiungere questo obiettivo.

Pavoletti e Nandez? Non mi piace parlare dei singoli, ma penso che lo spostamento di Nandez nel ruolo che sta facendo e il recupero di Pavoletti siano dei valori aggiunti. Ma mi piace pensare a 18 o 20 titolari che si alternano, piano piano darò la possibilità a tutti di giocare, con i 5 cambi devi avere molti più titolari.

Corsa contro la Samp? È stato un momento particolare. Penso si stiano creando dei presupposti per lavorare nella stessa maniera, in modo tale che si possa provare a migliorare domenica dopo domenica.

Rapporto con la Sardegna? A 20 anni ho giocato per il Sorso, quindi l'ho conosciuta da giovane. All'epoca mi innamorai di questa terra, ho passato spesso le vacanze qui, è una terra che mi è entrata nel cuore, nei miei sogni da adulto volevo allenare una squadra sul mare. Adesso ce l'ho fatta, sono felice di allenare in questa terra. Cagliari è una città molto ospitale e bella, piano piano mi auguro di poterla conoscere.

Io normalizzatore? È un termine che non mi piace, se riesco a salvare il Cagliari e mi danno del normalizzatore va bene. Ma secondo me non rispecchia le mie caratteristiche di allenatore e di persona.

In questi giorni stiamo lavorando sulla fase di non possesso ma anche su quella di possesso. Voglio dare più convinzione ai ragazzi. Contro la Samp ci sono state delle buone cose, soprattutto nel primo tempo, poi nella ripresa siamo un po' calati. Il mio desiderio è di fare 90' con la stessa personalità. Ci saranno domeniche dove si dovrà fare la gara e altre dove si dovrà subire l'avversario, noi dovremo essere sempre pronti. Contro la Sampdoria meritavamo di chiudere la partita, ero molto dispiaciuto dopo il 2-1, ma i ragazzi non si sono arresi, questo mi è piaciuto, devo dire che ci hanno creduto più me, quando stavo per mettermi il giubbotto abbiamo fatto gol. La strada però è ancora lunga.

Il cerchio a fine gara? A inizio gara non mi piace, meglio alla fine, perché siamo stati uniti. Poi ci sono domeniche in cui perdi, succede, ma ci deve sempre essere quell'unitá. Domenica dopo domenica lascerò parlare i ragazzi così che dicano quello che sentono. Non è più l'io ma il noi che diventa importante.

Modulo? Ho sempre provato tutti i moduli durante la mia carriera, alla Spal ho iniziato col 4-3-3, poi ho visto che avevo giocatori che potevano esaltare il 3-5-2 e questo ci ha portato grandi risultati. Dipende però sempre dai calciatori che si hanno a disposizione, io sono sempre per cercare di mettere ognuno nel suo ruolo.

Asamoah? Sta crescendo, è un giocatore di grande esperienza. Sottil? È infortunato, non so per quanto ne avrà. Mi auguro di averlo a disposizione per dopo la sosta, è un giocatore con caratteristiche uniche in questo gruppo.

Contro la Juve dovemo provare a fare punti. Nella situazione in cui siamo bisogna andare a rubare punti che ci diano ancora forza, che ci diano quella convinzione che questa squadra deve avere. Sulla carta è un avversario molto difficile, ma questa squadra ha le capacità tattiche e morali per portare a case dei punti. Dobbiamo giocarcela a viso aperto, senza timore reverenziale ma con rispetto".