Pisacane: "Cagliari ti ho dato tutto, non ho rimpianti"

"Non mi sentivo più importante e ho preferito cambiare"

pubblicato il 28/01/2021 in Interviste da La Redazione
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La Redazione
2020

Dopo 5 anni e mezzo con la maglia del Cagliari Fabio Pisacane è passato al Lecce pochi giorni fa durante il calciomercato di gennaio. In occasione del suo 35esimo compleanno, l'ex difensore rossoblu è stato ospite a "Il Cagliari in Diretta" in onda su Videolina, dove ha parlato del suo passato in Sardegna e della sua ultima stagione con la casacca dei quattro mori. 

Ecco le sue dichiarazioni:

"Ho metabolizzato quello che è successo, andare via dopo 5 anni e mezzo non è mai facile. I primi giorni a Lecce mi svegliavo come se fossi in un sogno, non ci credevo ancora. Sono andato via senza rimpianti e senza rimorsi.

Cagliari? Cagliari è diventata la mia città giorno dopo giorno, non è stata subito mia. Sono arrivato a Cagliari che non contavo neanche come la scrivania che c'è in sede. Piano piano mi sono fatto spazio, ho rispettato sempre tutti, dal magazziniere all'autista. Col passare del tempo ho sentito questa città mia.

Primo giorno a Cagliari? Il primo giorno mi sembrava di essere arrivato in vacanza. Quando sono arrivato ad Elmas faceva caldissimo. Già da questo punto di vista rimasi spiazzato. Poi mi venne a prendere il massaggiatore, ho visto le palme di via Roma e ho pensato a Miami.

5 anni e mezzo sono veramente tanti, tante volte sono stato vicino all'addio. Ricordo quando c'era Lopez che stavo andando a Benevento. Il primo anno di Maran avevo un accordo col Sassuolo ma ho dato la priorità al Cagliari. Quando è successo alla fine ho dovuto fare i conti con la realtà. Vedendomi in un'altra città, lontano dalla mia famiglia, è stata una mazzata. Dal punto di vista professionale però volevo che accadesse.

Non mi aspettavo così tanto affetto dopo il mio addio. Non avrei mai pensato di ricevere tutti questi attestati di stima, forse non me li merito tutti ma me li prendo.

Non vedo i miei figli dal 19 gennaio. Per loro sarà stato strano, a Cagliari mancavo per qualche giorno, per il ritiro o per la trasferta, ma ora è diverso. Mio figlio Andrea mi ha detto: "Papà adesso vai a Lecce e dimostra chi sei". Questo mi ha dato la forza di andare avanti.

Motivo dell'addio? Per me non c'era più posto qui. Non sono uno che sbatte la porta, non ho mai polemizzato. Ho preso questa decisione in accordo col Presidente. Il fatto di sapere che la mia famiglia è lì e sapere che ho il sostegno di una città intera è un grande sollievo.

Non è stato facile farmi apprezzare subito. Per un napoletano non è facile vista la rivalità che c'è qui tra le due squadre. I sardi sono un popolo straordinario ma non si aprono subito. Entrare in sintonia con questa terra è stato un onore.

Ultimo giorno ad Asseminello? I ragazzi quest'anno sono stati la parte più bella del mio percorso a Cagliari. Ho toccato con mano quello che ho dato in questi anni. Questo mi ha dato la consapevolezza di aver fatto qualcosa di buono, anche sbagliando. L'ultimo giorno ho cercato di evitarli, c'era una gara la sera e poi non sono per i saluti. Preferisco immortalare i momenti. Ai miei ex compagni auguro le migliori fortune.

Compagno migliore? Io c'ero per ognuno di loro anche alle 4 del mattino. Anche con i giovani mi sentivo una guida. Penso a Sottil o a Tripaldelli o a Carboni. Una parola nella loro testa può fare la differenza, sono forti ma hanno bisogno di sostegno. I senatori poi sapevano che qualora si girassero io ero lì per loro. La vittoria più bella è che alcuni rapporti sono stati costruiti sul tempo.

Ricordi più importanti? Sampdoria Cagliari, la mia prima gara da centrale al Cagliari. Se fossi rimasto terzino sarei durato due anni. Poi Fiorentina Cagliari con Lopez, la gara che ci fece salvare. E poi il mio gol in Cagliari Fiorentina, per Davide Astori.

Mancosu e Vigorito? Sono due bravissimi ragazzi, piano piano spero si instauri un rapporto più confidenziale.

Il regalo più bello? Questo è stato il mio primo compleanno da solo, sono uno che non ci tiene tantissimo, poi festeggerò più avanti. Magari con la mia famiglia accanto. Mi hanno fatto in tanti gli auguri: Radja, Cossu, Pavoletti ecc. Mi mancano, condividevo tutto con loro. 

Un giocatore deve sentirsi importante a 360°, nel momento in cui non c'è questo entusiasmo bisogna cambiare. Con l'allenatore ho parlato il primo giorno e mi ha detto delle cose che tengo per me, ma ho capito di non essere un giocatore importante per il Cagliari. Non ho nessuno problema con Di Francesco, ha fatto le sue scelte. 

Mi mancheranno le passeggiate in famiglia, la serenità di Via Garibaldi, l'aria che si respira a Cagliari. Sono tante cose che mi mancheranno, soprattutto quelle più piccole. 

Tornare al Cagliari come dirigente? Mi piacerebbe, ma la strada è lunga. Possono cambiare tante cose in questi anni, ancora è lunga. 

Patentino da allenatore? Ho preso il patentino Uefa B, che mi permetterebbe mi fare il vice allenatore in B, il collaboratore in A e il primo in D. Ci sono i presupposti per avviarmi in questo mestiere. Ora però vorrei giocare qualche altro annetto. 

Lopez? Era un giocatore in cui mi rispecchiavo. Mi piaceva il suo modo di affronta la partita quando vedevo il Cagliari. Come allenatore è stato capace di portarmi dalla sua parte. È un uomo vero, andrei in guerra con lui. Mi è sempre piaciuto. È riuscito a entrare nella mia vita già dalle prime chiacchierate. È una persona che metto ai primi posti di quelle che ho incontrato a Cagliari. 

Se dovessi allenare domani vorrei avere un Pisacane in squadra. Non dice mai un aoarala giri osots, accetta le scelte, so che posso contare su di lui. Quando dall'altra parte ho visto buona fede, lealtà e onestà ho sempre dato tutto me stesso. Anche Maran, quando aveva saputo della trattativa col Lecce, mi ha tenuto 40 minuti al telefono, e questa per me è stata una piccola soddisfazione. Ho sempre cercato di approfittare delle opportunità per mettermi in mostra. 

Non ho mai giudicato le scelte di un allenatore. Io cerco sempre di farmi trovare pronto. 

Duello più bello? Quello contro Ronaldo, è stato un prestigio, e anche quello con Ibrahimovic. Poi in Serie A ogni attaccante è temibile. Se dovessi marcare Messias del Crotone che è ultimo farei comunque fatica se non fossi sul pezzo. 

Rincontrare il Cagliari l'anno prossimo? Spero di riportare in A il Lecce, ma la Serie B è un campionato difficilissimo, mi auguro di rivederci in Serie A. 

Sassuolo-Cagliari? Il Cagliari ha le carte in regola per battere il Sassuolo. So quanto potenziale hanno, devono solo trovare un po' di serenità. Magari domenica può essere la gara della svolta. 

Crisi Cagliari? Io sono convinto che il Cagliari risalirà. La squadra ha una rosa di tutto rispetto, il Presidente ha fatto promo acquisti, nelle ultime campagne sono arrivati giocatori di grande qualità. Sono stati confermati i big, la squadra è forte e mi auguro che si possa togliere le soddisfazioni che merita.

Giulini ha fatto la sua scelta, la rispetto, è la scelta più giusta sia per loro che per me. Ho apprezzato che mi abbia lasciato libero di scegliere, non posso che essere riconoscente".