Pavoletti: "Sono tornato, mi sento un ragazzo di Cagliari"

"Contro l'Inter come a Verona"

pubblicato il 10/12/2020 in Interviste da La Redazione
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La Redazione
2020

Leonardo Pavoletti, bomber del Cagliari, è stato ospite questa sera della trasmissione Il Cagliari in Diretta, in onda sui canali di Videolina e Radiolina, dove ha parlato della sua stagione e di quella dei rossoblu, che domenica affronteranno l'Inter.

Ecco le sue dichiarazioni:

"Carico? Non ho fatto gol domenica quindi mi è rimasto qui. È stata una bella partita, è stato un pareggio combattuto, giocato bene, abbiamo messo quello spirito di squadra che forse mancava da tempo. Finita la partita eravamo molto soddisfatti, questo ci deve dare benzina per andare avanti. Contro il Verona avevo avuto diverse occasioni e Silvestri mi ha preso un tiro di testa mandandolo sulla traversa, mi ha fatto arrabbiare come episodio.

Contro lo Spezia era la prima dopo tanto tempo, avevo un po' di ruggine addosso, ero un po' bloccato. A Verona invece è stata la mia partita, lì è uscito il vero Pavoletti. Io non giocavo perché Simeone faceva benissimo e poi a inizio campionato non stavo benissimo, dovevo capire come funzionava il ginocchio. È stato difficile, ma ero molto concentrato, sapevo che alla prima occasione potevo fare bene.

A parte il gol contro lo Spezia credo di aver fatto una buona gara, la rete è stata la ciliegina sulla torta. Sono state settimane difficili, abbiamo dimostrato che a Cagliari ci sono uomini, e anche tanti giovani bravi.

Non era semplice, dovevamo fare punti a tutti i costi. Abbiamo dimostrato di essere un gruppo affiatato, ci teniamo molto, non è mai mancata la voglia in allenamento, e questo ci fa crescere tutti. Bisogna aver 22 giocatori pronti a dare l'anima che tengono alla maglia, alla squadra e al risultato. A Cagliari non mi è mai mancato il sostegno, anche nei momenti bui, quando non giocavo.

Sembro un ragazzo di qui a Cagliari, mi vogliono bene a prescindere. Questo mi ha stimolato tanto, farmi sentire accettato dopo un anno e mezzo fuori mi è stato molto d'aiuto. Da una parte può essere una pressione, ma nel mio caso quando mi hanno dato amore e affetto ho fatto sempre bene.

Gol di tacco? Ne avevo fatto uno in C, addirittura di sinistro. Non me lo immaginavo, quando preparo la gara immagino l'esultanza ma la preparo più sul piano tattico e sulle cose che devo fare in campo. Io sono un giocatore d'area, e meno pensi meglio è, devi avere istinto, a volte va bene a volte male. Ce lo devi aver dentro. In area devi giocare possibilmente a un tocco, la prima idea è quella giusta. Dopo la rete ho abbracciato Alessandro, il fotografo, con lui è nata una bella amicizia, anche lui mi ha sostenuto nei momenti bui.

Nainggolan? Ci manca, in campo sopratutto. Ci vorrebbe sempre uno come lui, ti da alzare sempre l'asticella. Amava stare qui e ce lo trasmetteva. Non si sa se il Presidente a gennaio ci fa il regalo. Domenica ero molto teso perché avrei dovuto fare il capitano, visto che Joao rischiava di non giocare. Mi fa molto piacere, ma poi devi dimostrarlo.

Sardo acquisito? Tanto, è nato mio figlio qui, non mi era mai capitato di stare 4 anni nella stessa città. Ho ancora 3 anni di contratto, l'intenzione è di andare avanti a lungo con la società.

Marin? Mi ha fatto fare assist, io che non ne faccio mai. Si sta impegnando tanto, quel gol gli leva tanto peso di dosso. E come se avessi fatto gol io, se lo coccoliamo bene ne vedremo pochi come lui. Segnare ti toglie molta pressione.

Barella? Sarà bello rivedere Nicolò domenica, so che ci tiene tanto a questa partita. Non ci ho mai giocato contro, gli daremo battaglia.

Inter? L'Inter è forte, punta a vincere lo scudetto e noi dovremo essere tosti come contro il Verona. La mazzata di Champions potrebbe influire, soprattutto all'inizio e se noi entriamo belli carichi possiamo approfittarne. Altrimenti se sono arrabbiati sarà dura, ma in casa nostra nessuno ha vita facile".