Suazo: "Cagliari parte di me, Nandez top player"

"Di Francesco ha idee fantastiche"

pubblicato il 03/12/2020 in Interviste da La Redazione
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La Redazione

David Suazo, ex attaccante del Cagliari, in cui ha fatto la storia, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de Il Cagliari in Diretta, trasmissione in onda su Videolina e sui canali di Radiolina, dove ha parlato del suo vecchio Cagliari e di quello di oggi.

Ecco le sue dichiarazioni:

"Gol più bello? I due gol contro la Salernitana per tornare in Serie A, per quello che rappresentava. Tornare in A è stato come vincere lo scudetto vero e proprio. Mi ricordo un gol spettacolare a Terni, partendo dalla mia area, è una rete che rispecchia le mie caratteristiche. Mi ricordo anche il primo, fatto a Piacenza: eravamo già retrocessi da 5 giornate, io feci l'1-1 in quella partita, poi mi sgridarono perché mi ero messo ad esultare, perché matematicamente eravamo in B.

Pavoletti? Sono molto contento per lui dopo il calvario che ha passato. Ha fatto un gran gol, non è stato il suo solito gol di testa che tutti ci aspettavamo. Ha fatto un grande gesto tecnico.

Sono più di vent'anni che vivo in Italia, convivendo con le critiche e gli elogi. Ho visto cambiare molte cose. Adesso per far giocare i ragazzi devi pregarli, io invece entravo sempre col sorriso. A Cagliari è stato un traguardo incredibile fare 102 gol. È un pezzo di cuore per me, ti lascia qualcosa dentro.

L'allenatore migliore che ho avuto? Per me è stato fondamentale trovare all'inizio un tecnico come Salvori nel settore giovanile. Tra i tanti mister che ho avuto, colui che mi ha dato la fiducia maggiore è stato Sonetti. Gli anni migliori li ho fatti con lui. A chi mi ispiro? Sono molto contento di De Zerbi, è un emergente che nonostante la sua età sta facendo vedere le sue idee. Vedere un Sassuolo tra le prime sei dimostra la sua tenacia. Vuol dire che il lavoro paga.

Di Francesco? Ho parlato prima di De Zerbi, ma anche lui ha fatto un gran percorso al Sassuolo. Ha delle idee fantastiche, in qualche modo si assomigliano. È uno propositivo, mi piace. Ha capito che il 4-3-3 non funzionava e con il 4-2-3-1 il Cagliari poteva fare meglio, questo ti fa capire la sua qualità. Appena ci sarà l'opportunità vorrei vederlo allenare. Elogio il lavoro di Carta e del mister che hanno creato una delle rose più giovani del campionato. Vedere ragazzi come Carboni che giocano è una cosa molto bella. Quelli che sono andati ad Olbia speriamo possano dimostrare il loro valore.

Joao Pedro? Sono molto contento per lui, perché ha sempre avuto questa voglia di crescere e di allenarsi. È sempre stato un grande professionista. È molto disponibile, si vedeva che aveva la qualità per fare tanti gol. Ha fatto un salto di qualità impressionante. Ha trovato un ruolo che lo fa esprimere al massimo. Bisogna fargli mille applausi, stra trascinando un Cagliari che ha un grande contenuto alle spalle. L'autostima arriva insieme alla squadra, al mister e al tipo di stagione. A me è scattato qualcosa dopo la salita in Serie A, dopo aver fatto 19 reti in B, da lì mi è venuta la fiducia giusta. Il primo anno in A mi feci male e giocai poco, ma ero sicuro di tornare a grandi livelli e alla fine ci sono riuscito.

Pinna? È un ragazzo a cui va lasciato spazio. Se riesce a inserirsi vuole dire che giocherà. Il mister è un esperto riguardo ai giovani, vedi ad esempio Caligara e Carboni. Deve avere pazienza e lavorare, e poi riuscirà a trovare il suo spazio.

Luvumbo? Bisogna ancora aspettarlo. È un ragazzo che ha le caratteristiche che piacciono al mister. Arriva da un'altra parte del mondo, è difficile ambientarsi subito, deve imparare una nuova lingua e una nuova cultura. Joao da brasiliano può aiutarlo a inserirsi.

Tornare nel Cagliari? Sono disponibile, ora sono libero. Al momento studio, osservo, ho Cagliari nel cuore, so che per me le porte sono sempre spalancate.

Cagliari migliorato rispetto all'anno scorso? Ci sono due punti di differenza tra la passata stagione e questa. Nonostante grandi cambiamenti e una difesa tutta nuova vuol dire che il mister sta facendo un gran lavoro. La base è solida: Cragno, Rog, Nandez e Joao Pedro.

Sorprese? Zappa, Godin e la continuità di Simeone, poi Sottil nonostante la giovane età si sta ritagliando il suo spazio. Bisogna fare un applauso alla società per quello che sta facendo. È un Cagliari che può crescere ancora molto.

Nandez? È ai livelli di top player. Ha garra e qualità, trascina i suoi compagni, è un gran giocatore. Ha la stessa grinta di Abeijon, nonostante non avesse la stessa velocità di Nahitan.

Stadi chiusi? Aspettiamo tutti quanti di tornare all normalità, lo stesso vale per i giocatori. Giocare con i tifosi è un altro calcio, ci aiuteranno.

Nainggolan? Normale sentire la sua mancanza. È un giocatore unico, ti porta un salto di qualità devastante. Ma nonostante tutto il Cagliari sta funzionando senza di lui.

Cerri? È un ragazzo che deve ancora crescere. Non ha trovato ancora la continuità giusta, è difficile per chiunque giocare poco e non fare gol.

Juric? È come De Zerbi, anche se ha un idea di gioco totalmente diversa. È simile a Gasperin tatticamente.

Verona-Cagliari? Sarà una gara delicata, sarà più tosta della Coppa Italia, con gli automatismi con la squadra titolare il Cagliari potrà avere tanta difficoltà. Ma il mister può trovare il modo per fare la gara giusta. Il Verona è una squadra che sale molto e può lasciare spazi importanti. Le assenze per Covid pesano, ti scombussolano i piani, è un periodo molto delicato sotto questo punto di vista. Bisogna aver un organico profondo per sopperire a questi deficit.

In che giocatore mi rivedo? Kouamé mi assomiglia molto, nel modo di correre e anche nel modo di sbagliare qualcosa come facevo io all'inizio. Le critiche fanno parte del percorso, in questo periodo è più facile per i giovani inserirsi, perché non sentono i fischi e le critiche dagli spalti, ma senti solo il tuo compagno che ti aiuta. Il pubblico è un grande aiuto e anche il contrario. Con Sonetti e da capitano ho trovato un'empatia fantastica, che mi ha fatto rendere al massimo.

Maradona? Come giocatore è fra quelli che hanno fatto la storia. È stato un bene per il calcio. Io l'ho conosciuto, era molto simpatico, aveva una grande bontà, è stato bellissimo chiacchierare con lui".