Giulini: "Mettere in sicurezza il Cagliari obiettivo numero uno"

"Speriamo che il Protocollo medico venga rivisto"

pubblicato il 17/05/2020 in Interviste da La Redazione
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La Redazione
foto: Enrico Locci

Il Presidente del Cagliari Tommaso Giulini è intervenuto durante la trasmissione radiofonica Squarciagoal su Radio Super Sound per trattare i temi più caldi riguardanti il Cagliari e l'ultimo periodo per la Serie A, esprimendosi anche sulla questione salary cap.

Ecco le sue dichiarazioni:

"Stiamo provando a ripartire tra mille difficoltà e l'andamento del virus.

Potrebbe essere il 13 giugno una data papabile per la ripresa del campionato, sperando che i rischi tra un mese siano ridotti al minimo. Il 2 agosto sarà il termine ultimo per concludere questa stagione e ricominciare la prossima senza rovinarla.

Speriamo che il Protocollo sia meno rigido e ci possa consentire di chiudere il campionato senza ulteriori rinvii qualora un giocatore dovesse esser trovato positivo al virus.

Da imprenditore dico che bisogna essere capaci di adeguarsi alle situazioni più estreme, la priorità è di mettere in sicurezza il Cagliari indipendentemente da cosa succederà. Bisogna mettere in sicurezza i suoi dipendenti, cercare di non mandarne via, portare avanti il progetto stadio, cercando di limitare gli investimenti al minimo indispensabile per crescere non troppo lentamente come abbiamo sempre provato a fare.

In caso di scenari più estremi la società riuscirà a rimanere a galla e a dare soddisfazione ai suoi tifosi grazie alla sua organizzazione. Bisognerà fare qualche passo indietro, qualche scelta dolorosa, ma riusciremo comunque ad andare avanti a testa alta riuscendo nelle cose essenziali.

Tetto stipendi? Credo che oggi il Cagliari nel panorama calcistico italiano debba rimanere sempre in Serie A e restare tra le venti piazze più importanti d'Italia, questo dev'essere l'obiettivo.

Dovremo cercare di essere più bravi degli altri, potremo avere anche l'ambizione di essere tra i primi 10 posti, che per noi significherebbe vincere lo scudetto tutti gli anni per come sono le regole del calcio oggi.

Ma senza un salary cap non sarà possibile tutto questo, poi può capitare anche la stagione magica, come al Cagliari tanto tempo fa o all'Atalanta adesso. Ma per pensare di competere con continuità e non sperando nell'anno magico, bisogna avere un salary cap.

Fin quando ci saranno i grandi club capaci di pagare i campioni 7 8 milioni di euro non ci sarà questa possibilità. Quello è un mondo diverso che compete all'interno di una lega.

Per combattere ciò l'unico modo è di creare un meccanismo stile NBA, dove anche il Valencia o l'Atalanta possono ambite a vincere la Champions. E i tifosi prima o poi si stuferanno di questo tipo di calcio.

La Primavera quest'anno ha fatto un anno incredibile, con loro guardiamo al futuro con positività, dovremo essere bravi nei prossimi anni a capitalizzare questo talento. I ragazzi hanno fatto qualcosa di magico nell'anno dello scudetto e non poter competere fino alla fine per il titolo ci ha lasciato un amaro in bocca incredibile".