Spadafora: "Ripresa Serie A? Strada sempre più stretta, si pensi a un piano B"

"Entro 3 giorni massimo sapremo se si potrà riprendere con gli allenamenti di squadra il 18 maggio"

pubblicato il 29/04/2020 in Interviste da La Redazione
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La Redazione

Il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è intervenuto durante la trasmissione televisiva Omnibus in onda su La7 per parlare dei temi riguardanti lo sport e in particolare il calcio, soffermandosi sulla ripresa della Serie A, ancora incerta a causa dell'emergenza Coronavirus.

Ecco le sue dichiarazioni, così come riportato da TMW:

“Ad oggi sono in corso contatti fra il comitato tecnico scientifico e la FIGC che nei giorni scorsi aveva presentato un protocollo per la ripresa. Il Comitato ha detto che il protocollo non era sufficiente, fra oggi e domattina ci saranno delle audizioni e si capirà qualcosa in più. Io ho sempre detto che la ripresa degli allenamenti non è sinonimo di ripresa del campionato.

Qualcuno dice che non vuole incertezza, ma l’alternativa è fare come la Francia e fermare tutto. Vedo il sentiero per la ripresa del campionato sempre più stretto, ma intanto la ripresa degli allenamenti sarebbe importante.

Io se fossi un presidente di Serie A, mi preparerei per riprendere in sicurezza il prossimo campionato. Le decisioni che stanno prendendo gli altri paesi, fra cui la Francia, potrebbe in un certo modo indirizzare anche la linea in Italia e più in generale in Europa.

Non potevamo riaprire lo sport per tutti, ricordiamoci che lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la Serie A. Noi avevamo un’indicazione precisa dal comitato tecnico scientifico: tutti gli sport dovevano ricominciare per gradi.

Serie A? Comincio a credere che nei prossimi giorni, visto che ci sarà una riunione di Lega, possa esserci una sorpresa e magari la maggior parte dei presidenti di Serie A ci chiederanno di sospendere il campionato definitivamente.

Impatto economico per eventulae stop? E’ vero che il calcio paga tasse per sostenere tutte le altre discipline, quindi sarei un folle a demonizzare il calcio. Ma serve fare dei passi avanti: io non posso dire oggi se fra un mese e mezzo potrà riprendere il campionato.

In Inghilterra non si sono ancora fermati, ma stanno pensando a piani B. Per esempio con le partite in chiaro, cosa che avevo provato a fare qua. Se si riparte, saremo disposti a pensare a questo aspetto? Io voglio aiutare le società, ma ripeto che tutto deve avvenire in sicurezza.

Giocare a porte chiuse? Quello è sicuro al 100%, dovesse riprendere sarà a porte chiuse. Ma una squadra di calcio non sono solo i giocatori in campo, sono decine, centinaia di persone. C’è differenza sostanziale fra allenamenti e partite: gli allenamenti saranno nei propri centri, dovessero ricominciare le competizioni ci saranno anche gli spostamenti. Questo non è detto che non possa accadere, ma dobbiamo verificare le condizioni. E capire: cosa accade se troviamo un giocatore positivo? Intanto pensiamo ad un piano B, lo chiedo alla Lega. E’ un appello, inizino a pensarci perché le soluzioni potrebbero essere tante”.

Data limite per il calcio? Al massimo entro questa settimana il comitato ci dirà se il protocollo è attuabile o meno. Entro 3 giorni al massimo potremo dire alla Serie A se potrà ripartire con gli allenamenti il 18 maggio. Pensare al 15 giugno e l’eventuale ripartenza, però, è impossibile”.

Allenamenti individuali nei centri sportivi? Aspettiamo le valutazioni del comitato tecnico scientifico sul protocollo, non ho alcun pregiudizio. Sarà presa una decisione per il bene di tutti. Però è un po’ difficile fare un allenamento singolo, non credo che si allenerebbero uno da un lato e uno dall’altro”.