Zenga: "Cagliari, pensa in grande: si può giocare anche a Ferragosto"

"13 gare dove può succedere di tutto"

pubblicato il 23/03/2020 in Interviste da La Redazione
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2020

“Ho visto tutte le partite che ha giocato. Tutte. Dal 7 marzo non ho più sentito un giocatore, li ho lasciati in pace con le famiglie: ce l’hanno tutti qui, l’unico senza sono io. Sto facendo corsi di leadership online, su Wyscout ho studiato i profili tecnici e personali dei giocatori. Ho uno svantaggio rispetto agli altri 19 allenatori, sono appena arrivato: devo ridurre velocemente questo gap. Ma non sapere quando mi servirà tutto questo è dura, preferirei mi dicessero: fino a fine maggio non se ne parla”. Così il tecnico del C agliari Walter Zenga ai micorfoni de La Gazzetta dello Sport.

Cagliari favorevole alla ripresa degli allenamenti?

“No, il Cagliari ha solo sottolineato di essere stato il primo club in autoisolamento. Ma oggi è impossibile programmare una ripresa di gruppo il 23, come avevamo ipotizzato: è una questione sia morale che etica. E medica. Quanto serve ad una squadra, da quando si ritrova, per essere pronta a giocare? «Normalmente, pensiamo all’estate, dai 30 ai 45 giorni. Ma stavolta senza amichevoli”.

Il Cagliari può pensare in grande

“E se il problema fosse stato l’opposto? Dire di sentirsi da Champions ma non crederci abbastanza? Non parlo di traguardi, ma il Cagliari deve pensare in grande: è a quattro punti dal 7° posto, con una partita in meno”.

Fragilità

“Certo che mi sono fatto un’idea, e ci lavorerò. Quando e se torneremo a giocare, non c’entrerà più nulla la classifica di oggi e chi era ognuno di noi: solo quello che saremo diventati. Mancheranno 13 partite: un mini campionato, dove può succedere di tutto. Avrei voluto con me Gianni Vio a prescindere – le palle inattive sono il mio chiodo fisso – ma in 13 gare possono essere una soluzione ancor più determinante”.

Giocare anche a Ferragosto

“Guardi, io oggi penso solo che vorrei non vedere più bare portate via dai militari, sentire di fabbriche chiuse, di gente senza lavoro. Se riprende il calcio vuol dire che riprende un po’ di vita e allora accetteremo quello che sarà. Nel caso la vedo dura finire entro giugno, più facile sfondare su luglio, e allora: le vacanze? Chissenefrega delle vacanze. Dobbiamo giocare a Ferragosto? Giochiamo a Ferragosto. Quattro partite alla settimana? Giochiamole.”.