Oliveira: "Cagliari mio vero amore, oggi seguo la Serie D veneta"

"Troppi giovani si sentono arrivati"

pubblicato il 08/10/2019 in Interviste da La Redazione
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La Redazione

“La squadra italiana a cui sono più affezionato? Il primo amore non si scorda mai, quindi dico Cagliari". Così Lulù Oliveira ai microfoni di PadovaSport.tv e su Telecittà.

Il periodo alla Fiorentina?

"Dopo l’infortunio di Batistuta con il Milan nel 98-99, abbiamo perso la possibilità di vincere il campionato. Era una grande squadra forte, con Batistuta, Edmundo, Rui Costa… che risate con Trapattoni, mi fece giocare anche terzino destro con la squalifica di Heinrich. Ricordo con piacere anche Malesani: rimasi sette giornate senza segnare, mi rincuorò dicendo che sarebbe arrivato il mio momento tenendomi titolare”.

Ed oggi?

“Sto guardando molte partite del calcio veneto. Ho assaggiato la serie D guardando il Campodarsego, squadra che gioca abbastanza bene a calcio, è una formazione competitiva e di buoni giocatori. Domenica scorsa meritava di segnare qualche gol nel primo tempo, poi nel secondo tempo ha creato molto meno”.

Sul calcio di oggi

“Ho iniziato da piccolo a giocare, come tutti, dispiace vedere che oggi il problema più grande per la crescita dei giovani calciatori sono i genitori. Nel mondo del calcio tutte le domeniche devi dimostrare di avere voglia, oggi vedo molti ragazzi che si sentono arrivati dopo qualche partita”.