L'Inter di Mancini: le incertezze in terza linea, la mediana muscolosa e l'attacco fresco

Andiamo ad analizzare gli avversari dei rossoblù

pubblicato il 23/02/2015 in Gli Avversari da Massimo Collu
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Massimo Collu

Arriva l'Inter al Sant'Elia, e come ogni settimana abbiamo analizzato quali sono i punti di forza e le debolezze dei nostri prossimi avversari.

I nerazzurri hanno subito un ribaltone alla guida tecnica, con Mancini che ha rimpiazzato Mazzarri a metà novembre dopo dei risultati non brillanti.

Sembrava l'inizio di una nuova era, con nuovi schemi di gioco e nuovi uomini in arrivo dal mercato, tuttavia, il bottino punti raccolto sinora dal tecnico di Jesi, è curiosamente identico a quello del suo predecessore; allo stesso modo il gioco stenta ancora a decollare.

Verifichiamo insieme i vari reparti e gli uomini dei lombardi.

Fra i pali,  normalmente gioca uno dei portieri più forti del campionato, quel Samir Handanovic specialista quando si tratta di parare rigori; stasera tuttavia sarà il turno dell'argentino Carrizo, a causa di un infortunio al piede del portierone sloveno.

La difesa, rispetto al precedente schieramento a tre di Mazzarri, viene schierata ora con una linea classica a quattro ma nonostante tutto offre ancora ben poche sicurezze.

Capitan Ranocchia, che qualche anno fa era indicato come uno dei migliori talenti azzurri, non è riuscito a confermarsi a livelli alti, e rappresenta la punta dell'iceberg di tutti i problemi della difesa nerazzurra. I restanti centrali infatti, Vidic, Campagnaro e Juan Jesus, sono tutti molto fisici ma piuttosto lenti e propensi all'errore: solo il brasiliano può ritenersi soddisfatto del rendimento stagionale.

In mediana, la tecnica lascia spazio ai muscoli, con il ritrovato Guarin a guidare i suoi, protetto da Medel in ripiegamento e affiancato dal neo acquisto Brosovic (o Hernanes), quando si tratta di costruire.

L'attesa però, è ancora tutta per Kovacic, unico vero talento della mediana meneghina, che al momento soffre di una leggera involuzione del proprio gioco, dovuta al fatto che il suo tecnico non ha ancora individuato la posizione appropriata dove collocarlo e farlo rendere al meglio.

In attacco la musica cambia, stavolta in positivo: la ventata d'aria fresca portata dai nuovissimi Shaqiri e Podolski, ben si amalgama con la garanzia Icardi, che nonostante il carattere fumantino sta sfornando prestazioni e numeri record per la sua giovane età.

Il bomber argentino ha infatti messo a segno sinora ben tredici reti, che lo rendono di gran lunga l'uomo più temibile fra tutta la truppa nerazzurra.