Modulo chiaro, interpreti certi

Un nucleo definito di interpreti può dare una svolta all’attuale situazione

pubblicato il 24/09/2016 in Approfondimenti da Marco Castoni
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Marco Castoni
2016

Il Cagliari ha disputato sin’ora cinque partite di campionato, schierando ogni volta un undici iniziale diverso; tanti interpreti che si sono via via succeduti con fortune alterne, andando di pari passo con l’andamento dei risultati ottenuti sul campo.

Tale aspetto non è una novità se si analizza la storia di Rastelli in casa rossoblù. Infatti nella passata stagione trascorsa in serie cadetta, l’ex allenatore dell’Avellino, stupiva sovente tifosi e addetti ai lavori con schieramenti che vedevano protagonisti in continuo mutamento. Tuttavia se la serie B consentiva con maggiore tranquillità la messa in atto di esperimenti vari, la massima categoria rischia di punire tali tentativi.

Lasciati in soffitta le prove di cambio di modulo dopo la sconfitta di Genova, lo schieramento è tornato ad essere il consueto 4-3-1-2, grazie anche all’impiego di Barella e poi il ritorno di Joao Pedro sulla trequarti. Tale disposizione ha fatto la fortuna della squadra rossoblù in diversi frangenti e appare la migliore, atta ad esaltare le doti dei vari giocatori in rosa.

Se tra i pali nonostante le polemiche scatenate da una parte della tifoseria Storari rimane una certezza, la retroguardia vede nel solo Bruno Alves, l’elemento a cui difficilmente si possa fare a meno. Al suo fianco Salamon non ha convinto, mentre Ceppitelli è apparso come il giusto completamento per un reparto che dovrà limitare in tutta fretta il numero delle reti subite. Sulle fasce invece, considerato scontato e desiderabile lo spostamento di Isla in mediana, Pisacane sulla destra è favorito su un Bittante ancora da rivedere che unito ad Murru in costante crescita sull’out mancino, sono gli indiziati a vestire una maglia da titolare.

In mediana l’assenza di Ionita lascia ben pochi dubbi sull’assetto del trio: Di Gennaro in cabina di regia con Tachtsidis pronto a prenderne le redini e Padoin e Isla ai lati. Un centrocampo completo capace di abbinare qualità, quantità e corsa.

Il recupero di Pedro ha dato nuova luce ed imprevedibilità ad una squadra apparsa in diversi frangenti troppo scontata e attendista. Il brasiliano è determinato nel mostrare tutto il suo valore in A, ma ancora deve recuperare la piena forma dopo l’infortunio patito ad inizio stagione.

Nell’attesa del ritorno a pieno regime di Melchiorri, l’attacco vede un Borriello che nonostante la pressoché totale assenza di preparazione con il resto del gruppo, sta mantenendo una media realizzativa di tutto rispetto. Al suo fianco Sau, aspettando Farias, ha un rendimento altalenante che auspica un pronto recupero del brasiliano.

Una rosa d’indubbio valore che tuttavia non riesce ad esprime tutto il suo potenziale; il poter puntare su un ventaglio ristretto di nomi sembra essere l’unica soluzione, in un contesto che vede l’inevitabile addensarsi delle prime nubi.