Le finte mezzali, la spavalderia sulle fasce e il moto perpetuo

L’analisi tattica del match di San Siro tra Inter e Cagliari

pubblicato il 23/02/2014 in Approfondimenti da Andrea Piras
Condividi su:
Andrea Piras

Match impegnativo quello che attende il Cagliari alle 15:00 contro l’Inter di Mazzarri. Il Cagliari del confermato (per ora) mister Lopez deve rinunciare nuovamente a Pisano e allo squalificato Conti, ma dovrebbe ritrovare in extremis Astori al centro della difesa. L’assetto tattico sarà comunque il solito: 4-3-1-2. L’Inter, rinnovata dal mercato invernale soprattutto a centrocampo con l’arrivo di Hernanes, si schiererà con un 3-5-2 interessante dal punto di vista tattico, con un mediano schermo davanti la difesa e due finte mezzali, pronte costantemente all’inserimento in avanti e al suggerimento per le due punte. Il centrocampista brasiliano, tuttavia, potrebbe non essere del match date le sue non perfette condizioni fisiche; ma l’assetto tattico introdotto dopo l’arrivo del brasiliano dovrebbe essere lo stesso visto il recupero dell’argentino Alvarez. Vediamo nel dettaglio cosa potrebbe succedere sul campo tra le due compagini.

Dove può far male il Cagliari

Lo spostamento di Ekdal in regia favorirà l’inserimento dell’uruguagio Vecino: il tasso tecnico del settore nevralgico dei sardi dovrebbe essere comunque di tutto rispetto. Perico e Murru dovranno essere bravi a limitare le avanzate di Nagatomo (che spesso tende ad accentrarsi) e Jonathan – o D’Ambrosio – e il modo migliore sarebbe costringerli nella propria metà campo con spavalderia, proponendosi puntualmente nelle manovre offensive rossoblù. Le squadre di Mazzarri raramente si fanno cogliere dalle ripartenze, ma la coppia di mezzali nerazzurra votata all’attacco potrebbe di tanto in tanto lasciare qualche spazio che dovrà essere sfruttato soprattutto da Cossu, chiamato ad accelerare nei momenti giusti per cogliere impreparata la retroguardia dell’Inter. A Sau potrebbe essere chiesto di fare da collante tra centrocampo e attacco, venendo a prender palla qualche metro indietro. Il suo compagno d’attacco – Nenè favorito su Pinilla – dovrà essere mobile e non stazionare staticamente nell’area, rendendo così la vita facile al trio difensivo nerazzurro.

Dove può soffrire il Cagliari

L’assenza di capitan Conti complicherà non poco i piani di Lopez: i tre mediani rossoblù dovranno vedersela con le due finte mezzali Guarin e Alvarez (o Hernanes), che saranno a turno le menti tramite le quali si svilupperà il gioco dei nerazzurri, oltre che insidiosissimi finalizzatori con i tiri da fuori; allo stesso tempo, però, il trio di centrocampisti rossoblù dovrà farsi trovare pronto nel raddoppiare le sortite offensive dei due esterni avversari, molto frequenti e tipiche del gioco mazzarriano. Con i due centrali di difesa rossoblù impegnati a marcare il duo d’attacco argentino Palacio-Milito, la sensazione è che sarà fondamentale il lavoro di copertura nel settore nevralgico da parte del trequartista, per limitare l’inferiorità a centrocampo: per questo non è da escludere l’ipotesi Cabrera a insidiare il posto di titolare di Cossu. Non pochi problemi creerà anche il moto perpetuo dello stesso Palacio, più libero di spaziare grazie al modulo a due punte. Occhio, infine, anche ai calci piazzati: Samuel, Rolando e Juan Jesus hanno più di una volta risolto i problemi a Mazzarri, sbloccando il risultato sugli sviluppi di palle inattive.

La crisi rossoblù deve prima o poi finire. La partita di San Siro è un ostacolo non da poco, ma le partite vanno giocate: chissà che la determinazione nel voler salvare la panchina di mister Lopez non possa produrre un risultato a sorpresa. Ad ogni modo, come sempre, buona Inter-Cagliari a tutti.