Un ammirevole dodicesimo, sempre umile e uomo spogliatoio

Nicola Di Bitonto e la sua storia di cordialità e professionalità

pubblicato il 18/02/2014 in Approfondimenti da Davide Zedda
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Davide Zedda

Le sue presenze totali nella massima Serie sono nove, e il numero fa scopa con i gol subiti. Tutte quante rigorosamente collezionate in maglia rossoblù. Nicola Di Bitonto è il dodicesimo del neopromosso Cagliari di Ranieri in A nella stagione 1990-91.

Arriva dunque contemporaneamente a Enzo Francescoli, quanto il Cagliari torna a tingersi di Celeste. Una riserva disciplinata e silenziosa, che di buon grado accetta il suo stare dietro le quinte. Il tecnico di Testaccio gli regala la passerella del debutto nel palcoscenico del grande calcio in occasione dell’ultima giornata: per lui novanta minuti nell’1-1 contro il Bari tra le mura amiche.

Le due stagioni successive lo spartito sarà il medesimo: trentatre presenze all’ombra di Mario Ielpo, e presenza all’atto conclusivo, però non più partite intere ma solo brevi spezzoni.  Nell’estate 1993 avvicendamento tra i pali rossoblù: Ielpo approda al Milan, in Sardegna sbarca Valerio Fiori, ma il “guantipede” di Barletta rimane “secondo” e mette insieme sei minuti contro il Pescara nel giorno della matematica qualificazione Uefa. Rileva il già rossonero Ielpo, che scoppia in lacrime all’ovazione del pubblico del Sant’Elia, memore delle battaglie nei campi di C1, categoria nella quale era approdato al Cagliari.

Va un po’ meglio nel 1994-95 con quattro partite consecutive da titolare fra la terza e la quarta giornata, poi una quinta e ultima alla quattordicesima, nella quale l’esito è da dimenticare: il tonfo per 0-5 a Marassi blucerchiato. 

Resta il piacevole ricordo di un dodicesimo umile e uomo spogliatoio, al fianco del quale Ielpo prima e Fiori poi hanno lavorato in piena serenità e armonia.