No Radja, no party

Dalla partenza di Nainggolan i rossoblù a secco di punti. Solo un caso?

pubblicato il 28/01/2014 in Approfondimenti da Marco Castoni
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Marco Castoni

Il Cagliari regge per soli 60 minuti dal punto di vista fisico, di fronte ad un Milan confuso ed inconcludente. L’unica occasione creata da Cagliari, di un secondo tempo in cui aveva a favore il forte vento di Maestrale è la conclusione di Pinilla, che ha lambito il palo alla destra di Amelia.
Per il resto la formazione di Lopez è apparsa sulle gambe incapace di reggere i ritmi su cui aveva impostato i primi 45 minuti, asfissiando la squadra rossonera. Il Cagliari è stato non all'altezza di chiudere anzitempo la contesa, lasciando la possibilità al Diavolo di tornare in partita sfruttando un episodio.
La follia di Cabrera, a pochi minuti dal termine, è stato l’episodio eclatante di un match dominato da Conti e compagni. L’uruguaiano subentrato nella seconda frazione sottolinea la scarsità di ricambi cui il connazionale Lopez deve far fronte. Lo stesso Cabrera e Eriksson non sembrano in grado di sostituire i tre titolari di centrocampo garantendo lo stesso rendimento.
Purtroppo lo stesso discorso vale anche per gli altri reparti, falcidiati dalle cessioni, vedi Ariaudo e quella del belga-indonesiano, scelte tecniche come l’esclusione dai convocati di Avelar, squalifiche come l’ultima di Cossu e le recenti di Ibarbo e Pinilla, rescissioni citando lo spagnolo Adan, oltre i vari infortuni come quello di Nenè, in attesa che il nuovo acquisto Adryan recuperi una forma fisica accettabile.
Tra i vari nomi che circolano, come Vecino e Tabanelli, l’unico in grado di poter dare una mano dal punto di vista immediato è l’islandese del Verona Emil Hallfredsson, ma è altamente improbabile che gli scaligeri si possano privare del giocatore dopo la partenza di Jorginho.
Dalla cessione di Nainggolan, il Cagliari non è più riuscito ad inanellare nessun punto in classifica, arrivando a pochi punti di distanza dalla zona calda, dove sopratutto Sassuolo, Catania stanno attuando rivoluzioni, sia dal punto di vista tecnico, che della rosa. Inoltre l’Udinese, squadra di ben altro lignaggio ha solo un punto in meno degli isolani.
Urgono immediati, ma soprattutto innesti di categoria, come lo furono all’epoca di Ballardini, i vari Jeda, Storari e Cossu e non solo delle semplici scommesse, di cui il presidente Cellino è un fuoriclasse.