Aritzo: la scelta migliore per far capire ai rossoblù cosa significhi indossare questa maglia

Ecco i motivi per i quali il ritiro in Sardegna potrebbe rappresentare una scelta vincente

pubblicato il 18/07/2015 in Approfondimenti da Francesco Pietroluongo
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Francesco Pietroluongo

Aritzo, la sede del ritiro estivo rossoblù, è già una realtà. La nuova avventura nella serie cadetta della compagine cagliaritana, agli ordini dell’ex tecnico dell’Avellino Rastelli, è finalmente iniziata.

Dopo anni di ritiri nell’italico stivale ecco che la prima esperienza in rossoblù per molti giocatori viene preparata proprio in Sardegna. Scelta più azzeccata per fare rendere conto ai non sardi cosa significhi vestire la casacca rossoblù non si poteva prendere.

I ragazzi l’hanno subito compreso: l’accoglienza del paese e dei tifosi è stata infatti encomiabile, come meglio non si sarebbe potuto. Le foto di rito di sono sprecate, i cori per gli idoli, in particolare Marco Sau, cresciuto a pochi chilometri da Aritzo, hanno preso il sopravvento. Bambini, adulti, anziani, tutti insieme per dare il benvenuto alla compagine sarda.

La struttura alberghiera e tutti i dipendenti dell’hotel non vedevano l’ora di abbracciare i giocatori, uno a uno. In attesa del Presidente Giulini, per cui è stata preparata una stanza del tutto speciale, ecco che il primo allenamento è avvenuto tra l’entusiasmo generale.
Aritzo, tanto cara all’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, è pronta a caricare a mille ogni singolo giocatore, anche Storari, che comunque di carica ne ha in avanzo.

Responsabilizzare questi giovani calciatori, farli innamorare di una regione, farli sudare in nome del popolo sardo, lottare su ogni pallone per ridare a Cagliari e alla Sardegna un posto in massima serie, è compito di tutti coloro i quali renderanno più piacevole che mai il ritiro alla squadra.

Forza ragazzi, riportateci dove meritiamo!