Arrivi allo stadio e ti senti in un ambiente familiare? È senza alcun dubbio il calcio inglese. Genitori con i propri figli decidono che è lì, al Goldsands Stadium, che desiderano trascorrere il pomeriggio, sostenendo la propria squadra del cuore. Se, poi, questa è ai primi posti della Championship (l’equivalente della Serie B italiana) e lotta per la promozione in Premier League, ancora meglio.
Il Bournemouth, club dell’omonima città situata nel sud dell’Inghilterra, nella quale sto vivendo in questi mesi, ha affrontato sabato scorso lo Sheffield Wednesday.
È stata una gara densa di emozioni: gli ospiti sono andati in vantaggio con Lee; il pareggio è giunto ad opera di Kermorgant. Il raddoppio, con la compagine di casa ridotta in dieci, è arrivato grazie a una magistrale punizione di Ritchie. All’ultimo secondo, però, un rigore trasformato da Maguire ha sancito il pareggio, che sa tanto di sconfitta per il Bournemouth, il quale già pregustava il primo posto in solitaria.
Una squadra, quella rossonera, che tuttavia non molla mai. In inferiorità numerica è stata capace di raddoppiare le forze e trovare il secondo gol, vedendo poi sfumare la vittoria a tempo praticamente scaduto. Probabilmente il Cagliari farebbe bene a prendere spunto dallo spirito dei Cherries, i quali combattono su ogni pallone e non si arrendono fino al triplice fischio. Una caratteristica, questa, tipica di tutte le squadre britanniche, le quali fanno non tanto della tecnica bensì dell’agonismo e della grinta la loro migliore qualità. Domenica, contro il Napoli, la compagine sarda è parsa psicologicamente abbattuta e priva di mordente. Così, purtroppo, non si va da nessuna parte.
Quanto alle tifoserie, queste non risparmiano reciproci cori durante il match. Lo dice uno che, seduto nella tribuna stampa, si trovava nel mezzo tra i tifosi di casa e quelli ospiti. A fine gara, però, tutti sono usciti insieme dallo stadio: la rivalità sportiva è durata soltanto 90 minuti.
E, anche se la propria squadra dovesse uscire sconfitta, i supporters decidono sempre di tributare convinti applausi ai propri beniamini, consci del fatto che ce l’abbiano messa tutta. Sanno bene che i fischi e gli insulti, infatti, non portano a nulla. E a Cagliari, considerando i cori sentiti domenica al Sant'Elia ed in particolare i fatti di venerdì scorso ad Asseminello, forse qualcuno non ha compreso appieno come ci si debba comportare.

