La “perla nera”, la macchina da guerra, i folletti e il moto perpetuo

L‘analisi tattica di Cagliari-Juve, partita quasi proibitiva. Ma la palla è rotonda

pubblicato il 11/01/2014 in Approfondimenti da Andrea Piras
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Andrea Piras
Victor Ibarbo

Dal punto di vista tattico, è difficile trovare qualcosa che già non si sappia sull’avversario di domani del Cagliari, la lanciatissima capolista Juventus. Una squadra in strepitosa forma, con automatismi ormai consolidati e con un ruolino di marcia strepitoso: su 18 match di campionato, solo una sconfitta (in trasferta, nella debacle di Firenze) e un pareggio (a Milano contro l’Inter); per il resto solo vittorie.

L’ormai classico 3-5-2 di Conte è una macchina da guerra pressoché perfetta, una fortezza che pare inattaccabile (almeno entro i confini nazionali) e che macina gioco fatto di corsa, qualità e aggressività. Da un punto di vista tattico, dunque, non è particolarmente difficile leggere la partita del Sant’Elia: la Juve verrà per fare la partita così come è abituata consuetamente, mentre il Cagliari cercherà di contenere per poi ripartire in velocità, sperando di trovare scoperta la retroguardia bianconera di tanto in tanto.
Vediamo allora nel dettaglio le possibili situazioni tattiche che potrebbero venire a crearsi domani sul rettangolo di gioco.

Dove può far male il Cagliari

Come già detto la squadra rossoblù, complice anche la cessione di Nainggolan, opporrà all’undici juventino una formazione mirata più alla quantità e alla copertura che alla qualità delle giocate, nel tentativo di acquisire solidità e corsa. Alla classica linea difensiva a quattro, mister Lopez presumibilmente affiancherà un centrocampo muscolare e con capacità di inserimento composto, oltre che da capitan Conti, anche da Dessena ed Ekdal (un ex); inoltre chiederà gran lavoro di sacrificio a Cossu e alle due punte. Rebus proprio in attacco: il ballottaggio è tra Pinilla e Ibarbo. Ma, considerando che spesso l’undici rossoblù si troverà rinchiuso nella sua metà campo data l’aggressività e il pressing alto tipico della Juventus, proprio la “perla nera” colombiana è forse l’arma più pericolosa a disposizione dell’undici rossoblù (ricordate la sua prestazione allo Juventus Stadium nello scorso maggio?), motivo per cui la sua presenza in campo potrebbe rivelarsi quasi necessaria. Le sue ripartenze veloci possono mettere da sole in crisi la retroguardia juventina, e creare spazi agli inserimenti dei suoi compagni. Si spera anche in una giornata positiva dei due folletti sardi Cossu e Sau, che con le loro giocate sullo stretto potrebbero impensierire i lunghi difensori bianconeri.

Dove può soffrire il Cagliari

I pericoli arriveranno da ogni parte: dalle fasce, dove spesso i due terzini rossoblù si troveranno in situazioni di 1 contro 1 contro i velocissimi esterni bianconeri, dato che non sempre potrà esserci il raddoppio di Cossu o della mezzala di turno del centrocampo cagliaritano; dagli inserimenti dei centrocampisti centrali (leggi Pogba e Vidal), abilissimi a buttarsi dentro oltre che sui tiri da fuori, nonché dai lanci illuminanti di Pirlo, per il quale non sono necessarie presentazioni; dal moto perpetuo di un attaccante come Tevez, sempre pronto a inventarsi la giocata decisiva; e, all’occorrenza, dai cross provenienti dagli esterni che potranno trovare in Llorente un  terminale d’attacco valido. Il Cagliari dovrà praticare una pressione costante sui macinatori di gioco bianconeri, anche se sarà impensabile farlo per 90 minuti.
Una partita che si preannuncia proibitiva o quasi per i rossoblù. Ma il calcio, d’altro canto, è bello proprio perché non c’è mai una partita scontata. Come si dice: la palla è rotonda. Bene, a Cagliari speriamo sia rotondissima allora, e che magari possa rotolare verso la porta di Buffon.

E allora: Buon Cagliari-Juventus a tutti!