Stadio: La Clarin Tribune chiede al giudice il sequestro del Sant'Elia

Nuovo episodio nella ingarbugliata e ormai kafkiana vicenda relativa allo stadio cagliaritano

pubblicato il 08/01/2014 in Approfondimenti da Andrea Piras
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Andrea Piras
Lo stadio Sant'Elia

La diatriba per la costruzione del nuovo Sant’Elia dura ormai da tanto, troppo tempo, tra silenzi assordanti e prese di posizione inesistenti. Un’altra mezza stagione calcistica è volata via senza che il Cagliari abbia potuto disporre di una casa tutta sua. La situazione è kafkiana (termine quanto mai appropriato) e rasenta ormai il ridicolo.
A rompere gli indugi ci ha pensato però il Comune di Cagliari nella persona del suo sindaco, Massimo Zedda. E lo ha fatto pungolando a mezzo stampa il Cagliari e il suo presidente Cellino, il quale ha richiesto la collaborazione del comune per riaprire al più presto l’intero stadio. Ma Zedda e la sua giunta hanno chiarito la faccenda con un comunicato riportato dall’Unione Sarda. Ecco gli stralci più significativi:

“Il Comune di Cagliari ha già presentato il progetto per la capienza dello stadio a 16000 posti: progetto già approvato dal Coni regionale a ottobre che è ora all'esame della Commissione provinciale di vigilanza presieduta dal Prefetto. Il rallentamento nelle procedure si è verificato per venire incontro all'esigenza della società di superare i problemi dati dal contenzioso con l'azienda che avrebbe dovuto effettuare i lavori per conto del Cagliari Calcio (la Clarin, ndr). Venuta meno questa esigenza, così come comunicato dal Cagliari Calcio, il Comune è pronto a riavviare immediatamente l'esame del progetto per 16mila posti. L'approvazione definitiva compete alla Commissione provinciale di vigilanza per il pubblico spettacolo che, soppressa con la Finanziaria nazionale dell'anno scorso, è stata reintrodotta dalla Legge di Stabilità”.

Il comunicato si conclude poi con un rimprovero non tanto velato al Cagliari Calcio, al quale si aggiunge l’invito ad agire:

“I lavori di competenza del Comune sono conclusi. Il Cagliari Calcio è sempre stato ed è già da subito nelle condizioni di riprendere i lavori per i 16mila posti nel rispetto delle integrazioni progettuali comunicate alla stessa società il 24 dicembre. Il Comune di Cagliari attende da parte della società il progetto del nuovo Sant'Elia. Non dovrà essere di sicuro un impianto temporaneo in Tubi Innocenti che, come il Cagliari Calcio sa, ha un'autorizzazione paesaggistica della Regione Sardegna valida sino al settembre 2015: data oltre la quale le attuali strutture dovranno essere smontate”.

Stando a quanto dichiarato dalla giunta Zedda, emergono diversi elementi.

In primo luogo, viene eliminato per il futuro prossimo l’alibi della mancanza di un organo preposto a decidere in merito alla questione: il valore della tanto sbandierata abolizione della Commissione Provinciale di Vigilanza da parte del Governo, che sinora ha creato un vuoto giuridico di fatto colpevole dell’immobilità generale, viene nettamente ridimensionato da questo comunicato, che al contrario evidenzia come tale commissione sia stata ripristinata.

In secondo luogo, emerge una contraddizione di fondo: il Cagliari ha comunicato alla stessa giunta comunale che l’esigenza di risolvere i problemi con l’azienda appaltatrice dei lavori (la Clarin) sarebbe venuta meno. Ma come si spiega che proprio domani sarà il giorno della prima udienza del contenzioso tra la società di Viale La Playa e la stessa Clarin, la quale sostanzialmente accusa Cellino di essersi appropriato di materiali di proprietà della stessa azienda costruttrice?

Ancora, il ritardo è imputato totalmente all’esigenza della società di Cellino di risolvere le “diatribe” con la Clarin. Ma se la Legge di stabilità è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 27 dicembre 2013, effettivamente sino a quella data un vuoto giuridico esisteva realmente.

Infine, il nuovo progetto: effettivamente prevede uno stadio della capienza di 16000 posti, ma l’inderogabile necessità di eliminare qualsiasi struttura in tubi innocenti impone, di fatto, di buttare giù le attuali impalcature di Curva Nord e Distinti. Tradotto: per attuare qualsiasi nuovo progetto, il Cagliari sarà con ogni probabilità costretto a emigrare nuovamente, a meno che i lavori non siano effettuati nei mesi estivi e conclusi a tempo di record. E nel frattempo?

A complicare tutto poi, come già ricordato poc’anzi, andrà in scena domani davanti al Giudice il primo atto del contenzioso tra la Cagliari Calcio e Clarin Tribune con la richiesta di quest'ultima di istanza di sequestro dello stadio Sant'Elia. (leggi in merito alla richiesta di sequestro dello stadio il seguente pezzo: http://www.blogcagliaricalcio1920.net/notizie/news/194/clamoroso-al-santelia-la-clarin-chiede-al-giudice-il-sequestro-dello-stadio)

La luce in fondo al tunnel, insomma, non si vede ancora. O se si scorge, è quella proverbiale del Tir che giunge a grande velocità e travolge tutto.