Ibarbo ha fatto ciò che doveva!

Lopez fa la scelta giusta ma Pinilla spreca tutto con un tiro stile rugby

pubblicato il 06/01/2014 in Approfondimenti da Marco Castoni
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Marco Castoni
Victor Ibarbo

Come immaginavamo i rispettivi allenatori di Chievo e Cagliari propongono un “atteggiamento”, ma non un modulo tattico, di fatto speculare tra le due squadre, brave a coprirsi e concedere poco. Pinilla spesso si sacrifica sin da subito in ripiegamento, con Sau pronto a colpire in contropiede.

Il Chievo dal canto suo, prova a sfruttare le verticalizzazioni e i raddoppi sulle fasce dove spesso si trova in superiorità numerica, costringendo Murru e Pisano a rimanere incollati in difesa. Molteplici sono gli errori in fase di rifinitura, dove gli avanti rossoblù raramente, per non dire mai, ricevono palloni giocabili.

La contesa rimane sostanzialmente bloccata sino al 40’, quando i ritmi inaspettatamente si alzano, grazie ad un timido forcing del Cagliari, che comunque non porta a nessuna occasione concreta.

Il secondo tempo prosegue sulla falsa riga del primo, con Cossu che non viene lasciato libero neanche un secondo dagli asfissianti centrocampisti clivensi.

Corini ci prova inserendo Sestu per Sardo, mentre Lopez ci mette un po’ per capire che è il momento di provare a cambiare le carte in tavola. Quando lo fa, inserendo Ibarbo per un evanescente Sau, quasi azzecca la mossa giusta.

Il colombiano fa quello che deve fare, e lanciato in area, prima crea scompiglio alla retroguardia del Chievo, che poi nel panico generale prova ad anticipare il colombiano, la palla resta lì, si infila Pinilla che viene steso a terra. Rigore solare, che purtroppo il cileno spedisce alle stelle.

I terzini rossoblù rispetto al primo tempo, spingono maggiormente, anche se i cross che scaturiscono dai loro piedi sono spesso e volentieri imprecisi. Lopez invita la difesa a rimanere più alta, costringendo cosi il neo entrato Paloschi, a cadere nella trappola del fuorigioco. Il Cagliari ci prova fino alla fine, imbastendo trame di gioco con un centrocampo dinamico e compatto, ma manca sempre l’ultimo passaggio che nemmeno Cabrera subentrato a Cossu, riesce a tirar fuori dal cilindro.

Una menzione particolare va al debuttante tra i pali, lo spagnolo Adàn: guida bene la difesa ed è sempre attento sulle uscite. Unica pecca i rinvii, largamente imprecisi, comunque non era facile sostituire un Avramov, che si stava confermando ad altissimi livelli.